Notte di fuoco a Sassari, incendiate altre tre auto
Gli attentatori in azione in via Manzoni e nella zona di via Cilea a Santa Maria di Pisa. Residenti svegliati dalle esplosioni
SASSARI. Ancora una notte di fuoco in città. Stavolta gli incendiari sono entrati in azione in via Manzoni e in via Cilea a Santa Maria di Pisa. Nel primo caso sono state distrutte dalle fiamme due auto parcheggiate davanti alle abitazioni dei proprietari, mentre nel secondo nel mirino è finita una vettura in sosta, isolata dalle altre.
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti, svegliati dalle esplosioni dei vetri e delle gomme e quando sono arrivati i vigili del fuoco non hanno potuto fare altro che cercare di limitare i danni e ripristinare le condizioni di sicurezza.
Pochi gli elementi a disposizione degli investigatori che - in questi casi, come è già successo - possono solo sperare di avere qualche elemento dalle immagini delle telecamere delle attività commerciali o dai sistemi di videosorveglianza stradale.
Le indagini sono complesse perché la maggior parte degli attentati non hanno alcun collegamento e spesso si tratta di atti di vandalismo fine a se stessi, oppure azioni scaturite da questioni personali che poi difficilmente trovano riscontro nelle indagini.
Da una parte all’altra della città, dal centro alla periferia, gli attentati contro auto e moto, ma anche nei confronti di attività commerciali sono diventati un problema serio. Anche per l’impatto sulla popolazione che percepisce un livello di pericolosità ancora superiore a quello che poi viene attribuito nelle statistiche delle forze di polizia.
Proprio nei giorni scorsi, una delle incursioni degli incendiari è stata documentata dalle telecamere del sistema di videosorveglianza, in viale Adua. Un giovane è stato filmato mentre si avvicinava a piedi e poi - dopo avere versato liquido infiammabile - dava fuoco all’ingresso della pasticceria-caffetteria aperta da appena un mese.
Quelle immagini ora sono all’esame degli specialisti della polizia Scientifica e degli investigatori della squadra mobile che presto potrebbero identificare l’autore del gesto.
Su molti altre episodi, purtroppo, le indagini non hanno portato risultati nonostante l’attività delle forze dell’ordine sia stata sviluppata anche per periodi di tempo abbastanza lunghi.
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