Restauro più vicino per la torre
Quasi completato il passaggio di proprietà dal demanio al Comune
STINTINO. Passi avanti verso il restauro e il riutilizzo della torre di Capo Falcone. E’ infatti online una nuova sezione della piattaforma digitale Opendemanio, dedicata alle principali iniziative di rigenerazione e riuso in corso sul patrimonio immobiliare pubblico nazionale. E la torretta è uno dei 323 progetti di valorizzazione e l’unico in Sardegna che hanno l’obiettivo di aumentare il valore economico, sociale e culturale di 410 immobili pubblici, innescando processi di sviluppo nei territori interessati. Con la pubblicazione online si sta infatti concretizzandoil passaggio dal demanio al Comune di Stintino della torre di Capo Falcone. In tutta Italia ex caserme, fabbriche dismesse, palazzi storici, fari e altri edifici costieri sono alcuni dei beni che rinasceranno grazie a questi accordi.
Per la torretta che sorge su uno degli angoli più suggestivi del borgo marinaro, con una vista mozzafiato sul golfo dell’Asinara, non appena tutti i passaggi burocratici verranno completati, si avvicina la stagione del restauro.
Il Comune sta già predisponendo un’ordinanaza di chiusura della struttura per poter procedere alla messa in sicurezza. L’area verrà recintata e verrà innalzato un ponteggio. Il Comune inoltre dovrà individuare il professionista per la progettazione e la direzione dei lavori, per i quali saranno necessari circa 200mila euro. Lavori che dovranno ovviamente essere sottoposti al vaglio della Soprintendenza.
La torre fu costruita nel 1577. Ha un solo piano e può essere raggiunta piedi in circa 30 minuti. Per arrivarci esiste un sentiero sassoso e tortuoso che parte dall’estremità di Capo Falone alla fine della strada che costeggia la spiaggia della Pelosa e si inerpica fino alla torre situata tra la macchia mediterranea. Nell’ex stazione di vedetta, una volta che sarà risanata, l’amministrazione comunale ha l’obiettivo di crearvi un punto turistico ricettivo o di destinarla ad attività socio-culturali.
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