La Nuova Sardegna

Sassari

Tari, tutti scontenti in Consiglio Riduzione solo per le banche

di Gavino Masia

Il M5S vota da solo il Piano finanziario che ha confermato le tariffe già aumentate l’anno scorso L’opposizione esce dall’aula: «Niente è stato fatto per famiglie e attività commerciali in grave crisi»

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PORTO TORRES. La maggioranza pentastellata ha approvato da sola il Piano economico-finanziario di gestione di rifiuti per la modifica al Regolamento sulla gestione dei rifiuti e per la determinazione delle tariffe rifiuti. Nel consiglio comunale di ieri mattina hanno infatti abbandonato l’aula i sei consiglieri di opposizione (Massimo Cossu, Davide Tellini, Gianluca Tanda, Massimo Ledda, Alessandro Carta) e l'ex capogruppo del M5S Paola Conticelli, dopo aver espresso commenti durissimi nel dibattito sul ritardo cronico della documentazione arrivata ai gruppi consiliari e sulle scelte politiche dell’amministrazione comunale. Anche il consigliere Claudio Piras (che però è rimasto in aula) ha criticato il ritardo nella consegna dei documenti e si è astenuto nella votazione. Non si sono registrate variazioni sostanziali per le utenze nello schema tariffario della Tari 2017 rispetto al 2016, anche perché le tariffe della tassa tributaria destinata alla copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani l’anno scorso erano già aumentate del 13 per cento per le utenze domestiche e del 16 per cento per quelle non domestiche.

«Questa maggioranza non è in grado assolutamente di mettere in condizioni il consiglio comunale di potersi esprimere e dare il proprio contributo in merito all’approvazione di questi punti – hanno detto i sardisti Costantino Ligas e Davide Tellini – e abbiamo assistito al mutismo di un sindaco che non ha proferito parola quando è emerso che, in barba a quanto promesso in campagna elettorale, le maggiori agevolazioni in termini di percentuale di abbattimento della tassa (33 per cento di riduzione)sono andate agli istituti di credito. Mentre nulla è stato fatto per calmierare la tariffa per le famiglie e per le imprese produttive della nostra città che hanno impatti sullo sviluppo turistico, quali bar, ristoranti e alberghi».

I consiglieri di opposizione chiedevano il perché di questi ritardi nella consegna dei documenti alla giunta e il presidente del consiglio Loredana De Marco - dopo aver “bacchettato” l'assessore al Bilancio Domenico Vargiu - ha chiesto ai suoi compagni di viaggio di dire la verità.

«La programmazione è ben conosciuta dalla parte politica e amministrativa – ha replicato l'assessore Vargiu – e io per primo mi assumo la responsabilità della struttura con la quale collaboro: quindi il ritardo è anche ritardo della nostra amministrazione, ma questo non vuol dire che strumentalmente mi schiero da una parte o dall’altra a seconda della convenienza politica. Siamo in ritardo perché l'azienda che doveva fornirci tutti i dati ce li ha forniti solo un mese fa e così anche il piano finanziario». Per Alessandro Carta (Ap) le prerogative della politica in merito a temi e decisioni così importanti vengono puntualmente mortificate: «Sono stati confermati i rincari dello scorso anno, ed è grave osservare che nei confronti degli alberghi con ristoranti, categoria fondamentale per il rilancio turistico di Porto Torres, permane l'aumento di quasi il 65 per cento».

Il capogruppo del M5S Gavino Bigella e i consiglieri grillini hanno votato per puro senso di responsabilità: «Non ci è stata data possibilità di discutere con tranquillità questi atti, arrivati in ritardo, e troppo spesso il nostro ruolo è sminuito». Per Massimo Cossu del Pd sono rimasti gli aumenti del 2016 sulla Tari, «Su un servizio rifiuti che la città ha criticato e sta criticando», mentre per la consigliera Conticelli «è la politica che doveva occuparsi della documentazione e non arrivare all'ultimo giorno per approvare questi punti quasi al buio».

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