La Nuova Sardegna

Sassari

Rifugiati, un’accoglienza da gestire

di Mario Bonu
Rifugiati, un’accoglienza da gestire

Conferenza di servizi del Plus Anglona-Coros-Figulinas con Daniela Sitzia (Anci)

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SASSARI. Sono gli “Sprar” (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) la risposta più efficace e funzionale, ma anche più equa ed umana, alla gestione dell’accoglienza dei migranti. È quanto è emerso dalla Conferenza di servizi del Plus Anglona-Coros-Figulinas, tenutasi nei giorni scorsi nella sala Angioy della Provincia, che ha affrontato il tema ospitando il vice direttore dell’Anci Sardegna, Daniela Sitzia, per una ricognizione sulle problematiche connesse agli sbarchi sulle sarde.

Intanto, con gli Sprar si ottiene una distribuzione equilibrata nel territorio dei richiedenti asilo e rifugiati, essendo che secondo i numeri attuali, viene assegnata una quota del 2,97 ogni mille abitanti. Questo favorisce l’accoglienza e l’integrazione, in quanto i piccoli numeri sono più facilmente gestibili e non creano l’allarme sociale spesso provocato dagli arrivi in massa. Inoltre, c’è la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, che mette i Comuni che anche solo hanno manifestato l’interesse ad avviare un progetto Sprar, al riparo da assegnazioni forzose e più numerose da parte delle Prefetture. «Ma c'è bisogno di una nuova consapevolezza da parte di tutti – ha detto Daniela Sitzia – perché quello delle migrazioni non è un fenomeno ma un processo. Gli sbarchi previsti sono 250mila, ma nel mondo ci sono 50 milioni di persone che si stanno muovendo, per guerre, persecuzioni, disagi di varia natura, fame». Ecco perché bisogna attrezzarsi per gestire l’accoglienza e non esserne travolti. I protagonisti principali del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati sono gli enti locali, che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata possono accedere alle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Gli stessi enti, per l’attuazione dei loro interventi, si avvalgono della collaborazione delle realtà del terzo settore.

Un ruolo importante, laddove coinvolti dai Comuni o dalle unioni dei comuni, può essere svolto dai Plus, che gestiscono i servizi associati nel territorio. La rete dello Sprar realizza interventi di accoglienza integrata: materiale (vitto, alloggio), servizi alla persona (assistenza socio-sanitaria, inserimento scolastico, apprendimento della lingua italiana, orientamento al territorio e ai suoi servizi), orientamento legale, percorsi individuali di inserimento socio-economico. L’indirizzo è quello di realizzare strutture di piccole e medie dimensioni, all'interno dei centri abitati (l'80% delle strutture sono appartamenti). I costi sono per il 95% a carico del Ministero dell’Interno e per il 5% a carico dell’ente locale, che però può non essere in danaro, ma consistere nella valorizzazione di beni, servizi, personale. Non è predeterminato un costo prodie/procapite, ma spetta al Comune stimarlo. Sono ammissibili le spese per garantire i singoli servizi previsti, coprire il personale necessario a garantire l'erogazione dei servizi, la gestione, l’adeguamento e la ristrutturazione delle strutture, la formazione/aggiornamento, le attività di sensibilizzazione, le pratiche burocratiche e fideiussioni. La domanda di contributo si compila on-line. In ogni caso, sul sito www.sprar.it, è possibile trovare tutte le informazioni necessarie, mentre l'Anci Sardegna fornisce istruzioni e consulenze a chi ne faccia richiesta.

«Ma c'è una cosa che non va dimenticata mai – ha concluso Daniela Sitzia –: i migranti sono una risorsa e non una minaccia, e in molti casi possono contribuire a rivitalizzare i nostri paesi, ripopolandoli, restituendo vita ai centri storici, favorendo il mantenimento dei servizi».

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