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Sassari

Viaggio nei quartieri: Monserrato-Rizzeddu, un rione a più facce

di Vincenzo Garofalo
Viaggio nei quartieri: Monserrato-Rizzeddu, un rione a più facce

La popolosa zona è il biglietto da visita per chi entra in città dalla 131. Grande dinamismo tra due parrocchie, le scuole di ogni ordine e l’università

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SASSARI. È il biglietto da visita di Sassari. Il primo impatto con la città per chi arriva nel capoluogo percorrendo la strada statale 131 è con il quartiere Monserrato-Rizzeddu. Un rione con più facce, perfettamente fuse tra loro, dove i residenti giurano di essere felici e affrontano i problemi sociali con le armi della solidarietà e del rispetto reciproco. Un mix di umanità e architettura che rende Monserrato-Rizzeddu un quartiere perfetto, sia nei pregi, sia nei difetti. Con i suoi dodicimila abitanti è uno dei rioni più popolosi ed estesi di Sassari. E in apparenza non manca nulla. Ci sono le scuole di ogni ordine e grado: dall’asilo nido agli istituti superiori (il liceo scientifico, le industriali, il tecnico commerciale), fino all’università, che nel complesso didattico di via Vienna assembla i dipartimenti di Veterinaria, Chimica e Farmacia.

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Ci sono ben due parrocchie, san Vincenzo e san Giovanni Bosco; ci sono gli uffici postali, strutture sanitarie, banche, un centro commerciale e tanti negozi di prossimità. C’è un centro sportivo con campi da tennis e pattinodromo (che sta per essere rimesso a nuovo), la caserma dei carabinieri, la sede della Corte d’appello, il gioiello dell’ippodromo. E poi c’è un patrimonio di verde pubblico invidiato da tutta la città: piccoli parchi giochi tengono a distanza fra loro i palazzoni, il grande giardino attrezzato di via Venezia, il parco che si sviluppa attorno all’ex ospedale psichiatrico di via Rizzeddu, e sua maestà assoluta, per dimensioni, bellezza e rango storico: il Parco di Monserrato. Tutto questo in uno spazio urbano per niente omogeneo e molto esteso. Da una parte ci sono grandi condomini eleganti adagiati su enormi spazi e tanto verde, proprio all’ingresso della città.

È una zona che pullula di attività e di persone, con il centro commerciale, sul lato esterno di via Budapest, a fare da calamita. Addentrandosi nelle vie del rione si arriva nella zona dell’edilizia popolare, dove il malfamato nome di Montelepre è stato cancellato da palazzi più moderni abitati da famiglie ricche di dignità. Qui, nonostante i progettisti si siano dimostrati avari di fantasia e taccagni nel gusto, i residenti possono usufruire perlomeno di grandi spazi, parchi giochi, piazzette e giardinetti che spuntano fra un edificio e l’altro a far fiorire la speranza di un ambiente urbano migliore. Arrampicato sul muro di cinta che divide l’oratorio di San Giovanni Bosco da un’area pubblica c’è perfino l’orto di quartiere: frutta e verdura di stagione crescono incuranti del cemento che li circonda, su una striscia di terreno reso fertile e produttivo dalla tenacia dei residenti e dall’estro del Comitato di quartiere Rizzeddu-Monserrato, «il primo comitato di quartiere di Sassari», rivendica con voce fiera Gianni Pinna, coordinatore del comitato spontaneo, che, a sua memoria, esiste da vent’anni, circa. Se si ignora per un attimo l’estetica dei palazzi, qui, nel cuore popolare del quartiere, sembra di essere davvero in un’isola felice. Persone socievoli che non vedono l’ora di scambiare due parole, scolari che giocano nel prato della scuola, quiete e tranquillità.

Certo, nei marciapiedi c’è qualche mattonella di troppo fuori posto, negli angoli dei cortili resistono piccole riserve naturali di rifiuti, appena occultate alla vista dei passanti. Ma niente di peggio di quanto si possa incrociare anche nei quartieri del centro città. Sposandosi a Rizzeddu, dopo avere superato l’arteria spartiacque di via Rockefeller, il rione cambia fisionomia. Siamo ormai al confine con il centro, gli edifici sono più ammassati e ingombranti, c’è qualche via con l’asfalto rinnovato di recente. E c’è l’immensa area che identifica la zona: l’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu, con le sue palazzine in stile Liberty, quasi completamente ristrutturate e utilizzate dall’Azienda sanitaria per uffici e ambulatori. All’interno del complesso c’è anche un campo di calcio, usato dalla società Monserrato, storica fucina sassarese di giovani calciatori di belle speranze. Speranze che da anni devono convivere con un vicino invadente: l’eliporto a uso del 118. Un’elisuperficie accanto al campo di calcio che, quando fu inaugurata dalla Asl nel marzo 2009, era stata qualificata come soluzione temporanea.

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