La Nuova Sardegna

Sassari

Crisi della politica e scenari futuri Mura: «Tutta colpa dei cittadini»

di Antonio Meloni

Il docente universitario interviene ai Martedì dell’archivio: ogni comunità ha i governanti che si merita Al dibattito anche Di Pietro del liceo Azuni: partecipare per provare a cambiare il corso degli eventi

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SASSARI. La disaffezione nei confronti della politica non dipende dai politici ma dai cittadini. Le ragioni della recente crisi di rappresentanza che identifica il nostro tempo sono da ricercare nella crisi di partecipazione che oggi caratterizza la quasi totale assenza di dibattito nelle sedi in cui si discutono le scelte politiche.

Parole di Lio Mura, docente di filosofia politica all’Università, intervenendo al consueto appuntamento dei “Martedì dell’Archivio”, dedicato a “Cittadinanza e partecipazione”. Senza usare mezzi termini, Mura ha concluso amaramente rimarcando il fatto che «una democrazia senza cittadini non ha senso e ogni Stato, ogni comunità, hanno i governanti che si meritano». Parole forti, che sembrano trovare rispondenza nel clima sociale e politico dell’ultimo periodo, non solo ripercorrendo le tappe che hanno scandito le ultime crisi di governo, ma anche analizzando, con occhio attento, i dati relativi all’affluenza delle recenti consultazioni. «Con la partecipazione elettorale – ha proseguito Lio Mura – i cittadini non si limitano a selezionare direttamente la classe politica, ma ne legittimano l’azione di governo investendo di autorità chi dovrà amministrare la cosa pubblica».

Insomma, sembra ammonire Mura: è perfettamente inutile lamentarsi della classe politica se non si partecipa in prima persona, se non si ha il coraggio di scegliere, se non si esercitano pienamente i diritti di cittadino. Eppure quei diritti di cittadinanza e partecipazione – due facce della stessa medaglia – sono il risultato di secoli di lotte, a partire dall’età classica fino alle conquiste del Novecento quando l’Onu sancì che ogni cittadino, in quanto tale, è titolare di diritti politici a prescindere dalla razza, dal sesso, dalla religione e dal censo.

Il parallelo con gli statuti sassaresi dell’età comunale, tema di fondo che ha ispirato l’intervento di Lio Mura, ha offerto lo spunto anche per il secondo aspetto della riflessione affidata a Fabio Di Pietro, docente di materie letterarie nel liceo classico Azuni. Rimarcando la necessità di essere presenti nelle sedi in cui si decidono le sorti dei cittadini, Di Pietro ha puntato molto sull’importanza delle competenze: «Partecipare – ha detto il docente – è prima di tutto conoscere, avere consapevolezza, far sentire la propria voce senza mai rinunciare alla possibilità di cambiare il corso degli eventi, magari sbagliando, perché scegliere in definitiva è anche metterci la faccia».

Il terzo dei martedì dell’Archivio, è stato preceduto da una breve presentazione di Raffaella Sau, assessora alle Culture di Palazzo ducale, e da un’introduzione di Paolo Cau, direttore dell’Archivio, che ha organizzato l’evento.

Il prossimo appuntamento, fissato per martedì 18 aprile, alle 17, è dedicato alla condizione della donna con interessanti paralleli tra l’età comunale e quella contemporanea. La conversazione, che prende spunto sempre dai temi trattati negli Statuti sassaresi, sarà affidata a Michela De Giorgio, storica della condizione femminile e Giusi Marrosu dell’associazione “NoiDonne 2005”. L’iniziativa rientra nel quadro delle celebrazioni dei Settecento anni degli Statuti, la raccolta di leggi della Sassari comunale il cui testo originale, nei mesi scorsi, è stato interamente riversato in rete ed è consultabile online collegandosi al sito dell’Istituto di via dell’Insinuazione.

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