Geosar, il sindaco Wheeler scrive a Pigliaru
Il primo cittadino chiede che i lavoratori di Porto Torres rientrino nel progetto del Parco Geominerario
PORTO TORRES. La vicenda dei 28 operai della Geosar che non svolgono più lavori per conto del Comune da inizio dicembre 2016 – perché non rientrano nel progetto del Parco Geominerario finanziato dalla Regione – è stata portata all’attenzione del presidente Francesco Pigliaru e della sua giunta regionale attraverso una lettera inviata dal sindaco Sean Wheeler.
Il primo cittadino chiede infatti che il territorio di Porto Torres e dell’isola dell’Asinara vengano nuovamente interessati dalle attività di riqualificazione che venivano svolte dagli ex Lsu per dieci anni. Dal primo gennaio i lavoratori Geosar sono senza occupazione e percepiscono una sorta di cassa integrazione di 800 euro (per due anni) che non è sicuramente sufficiente per la maggior parte dei padri di famiglia con figli che studiano e tributi da pagare.
Gli operai turritani hanno effettuato numerosi interventi nel patrimonio cittadino (costruzione dell’ecocentro e dei marciapiedi del Corso, per esempio) e anche all’Asinara con la manutenzione di immobili e la costruzione di percorsi pedonali. «L’incontro tra le associazioni sindacali e l’assessorato regionale del Lavoro avvenuto a Cagliari nello scorso mese di febbraio era improntato a ricercare una soluzione – ricorda Wheeler –, ma gli operai ex Geosar, visti i dettami del bando regionale, vengono di fatto esclusi: eppure il nostro Comune rientra nella zona di crisi complessa, a causa della deindustrializzazione, e aggiungere altri disoccupati a quelli già presenti è un duro colpo per le famiglie e per l’economia locale».
C’è poi un motivo storico che lega Porto Torres all’industria estrattiva contemplata dalla Regione, aggiunge il sindaco, ossia che il territorio comunale è stato caratterizzato da un’intesa attività legata alle miniere. (g.m.)
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