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Sassari

Sorso, il gip archivia le accuse all’ex dirigente dei servizi sociali

di Salvatore Santoni
Sorso, il gip archivia le accuse all’ex dirigente dei servizi sociali

Bonaria Mameli non ha favorito l’inserimento di minori in una struttura di cui faceva parte il marito «Per un anno e mezzo ho subito una persecuzione in Comune, il mio legale deciderà cosa fare ora»

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SORSO. Il gip di Sassari, Carmela Rita Serra, ha archiviato il procedimento penale a carico dell’ex responsabile dei servizi sociali di Sorso. Bonaria Mameli era stata indagata con l’ipotesi di abuso d’ufficio dopo l’inserimento di alcuni minori in una struttura nel cui management figurava anche il marito. L’inchiesta era partita dall’esposto inviato alla Procura dal consigliere comunale Gian Paolo Sanna. Nei giorni scorsi, il giudice ha valutato e condiviso la richiesta di archiviazione inoltrata dal sostituto procuratore Cristina Carunchio sollevando la funzionaria dalle accuse.

Nell’esposto si metteva in evidenza che i minori erano stati assegnati alla “Fiore di loto” nonostante il Comune avesse un contratto in essere con la coop Andalas de Amistade per la gestione del centro educativo diurno. Ma le attività investigative, svolte a cavallo tra il 2015 e il 2016 dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Sassari, hanno permesso al pm di valutare che l’esposto era privo di fondamento. Questo perché l’ex responsabile non ha avuto voce in capitolo nell’inserimento dei minori presso la struttura Fiore di loto. In pratica si è limitata a firmare atti già formati da altri. Infatti, le indagini hanno permesso di appurare che la scelta della struttura idonea ad accogliere i minori è stata fatta dalle assistenti sociali. Inoltre, la struttura dove compariva il marito della funzionaria, è stata scelta a ragione. «Al Ced – scrive il pm nella richiesta di archiviazione – non è possibile consumare la cena in quanto non previsto dal contratto, servizio del quale è invece possibile usufruire presso la “Fiore di loto”».

Le indagini della Finanza hanno quindi fornito al pm una serie di dettagli ricavati dall’analisi di fascicoli dei minori e delle testimonianze delle assistenti sociali. Elementi che di fatto sollevano Bonaria Mameli da ogni responsabilità. «Si ritiene – si legge ancora nella richiesta di archiviazione – non sussistano elementi idonei a sostenere validamente l’accusa nei confronti dell’odierna indagata, in un eventuale futuro dibattimento, poiché non risultano integrati gli elementi costituivi del reato prospettato».

Procedimento penale a parte, la funzionaria era stata oggetto di una sanzione da parte della commissione disciplinare del Comune, che l’aveva sospesa dal lavoro per un mese con privazione dello stipendio. La decisione era stata subito impugnata con un ricorso in sede civile ancora pendente. Inoltre, la dipendente ha subìto anche la revoca della posizione organizzativa. «Durante quest’ultimo anno e mezzo ho subito un’azione persecutoria da parte dell’amministrazione comunale – commenta la Mameli –. Ora il mio avvocato sta lavorando sulla pratica per decidere i passi da compiere».

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