A Sorso due sculture per la Madonna

Marco Silecchia ha donato i bassorilievi in ceramica ai frati cappuccini che governano il Santuario

SORSO. Il santuario della Beata Vergine “Noli me tollere” si arricchisce di altri due lavori realizzati da Marco Silecchia. Ieri mattina lo scultore sassarese ha consegnato personalmente le opere ai frati cappuccini del convento annesso alla chiesa. Si tratta di due bassorilievi in ceramica che andranno a ornare un piccolo ambiente, parte integrante dell’edificio sacro databile al XV secolo. La consegna di ieri costituisce l’ultima tappa di un percorso durato diversi mesi durante i quali Silecchia ha lavorato alacremente per rispettare i tempi di consegna e le indicazioni avute dal padre guardiano Vincenzo Pisanu. L’opera certamente più significativa è la rappresentazione della Madonna alla quale è dedicato il santuario: un bassorilievo policromo, di forma circolare, realizzato su disegno dello stesso scultore e modellato secondo l’iconografia ufficiale. La Madonna, con il bambino in grembo, porta un rosario al collo ed è raffigurata, come vuole la leggenda, in cima a un albero di ulivo. Nella parte superiore è riportata l’iscrizione in oro zecchino, “Frati minori cappuccini Beata Vergine Noli me tollere”. L’altra scultura, sempre in bassorilievo, ma di forma rettangolare, raffigura, invece, la classica simbologia dell’ordine a cui appartengono i frati cappuccini, il braccio del Cristo incrociato con quello di un frate riconoscibile dal tradizionale saio di colore marron scuro. Le due opere andranno a ornare un ambiente collocato di fianco al santuario che i frati di Sorso stanno recuperando per ridargli la veste originaria. Laboriosa e delicata la tecnica di esecuzione che prevede intanto lo studio dell’iconografia, quindi una prima esecuzione a mano del disegno che farà da modello al calco in gesso. Saranno necessari due diversi passaggi in forno, il secondo con l’opera verniciata, per ottenere quella raffinata vetrificazione che costituisce il carattere peculiare dello stile di Marco Silecchia. La fondazione dell’antico santuario racconta che la Madonna, apparsa a un giovane muto, abbia chiesto di annunciare la sua presenza al popolo e ai sacerdoti di quello che allora era poco più che un borgo costiero. Riacquistata la parola, il giovane tornò in paese rispettando la consegna. All’arrivo i fedeli trovarono la statua della Madonna che trasportarono in processione nella chiesa parrocchiale. L’indomani, con sorpresa, la statua era sparita e così i fedeli la cercarono ovunque per ritrovarla sopra una pianta d’ulivo. Così venne riportata in parrocchia, ma il giorno seguente sparì di nuovo per essere ritrovata sulla stessa pianta sopra una base in pietra con su scritto: “Noli me tollere” (Non spostarmi). I fedeli compresero allora che la Vergine aveva scelto proprio quel sito e lì costruirono la chiesa.

Antonio Meloni

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