Sassari, assegni sociali “tagliati” per le spese bancarie

Arcadu denuncia in consiglio: Unicredit trattiene ingiustamente 3 euro a bonifico. L’assessore Campus: li abbiamo richiamati più volte, pronti a decisioni clamorose

SASSARI. Tre euro trattenuti da ognuno dei migliaia di bonifici che il Comune eroga per l’assistenza di persone con disabilità o disagio mentale, che necessitano di quelle somme per assumere personale o cure mediche. Si tratta degli emolumenti ricadenti nella legge 162 e legge 20, mensilmente saccheggiati dalla “tesoriera” di Palazzo Ducale, la banca Unicredit.

Una pratica scorretta e non prevista nel capitolato dell’appalto che la banca milanese si è assicurata per garantire il servizio (la mancanza di aggio per le operazioni ha fatto sì che altri gruppi bancari non partecipassero al bando). Capitolato al rispetto de quale la banca è stata più volte richiamata nei mesi dagli uffici comunali. Senza però, evidentemente nessun risultato.

Tanto che, dopo esser già stata discussa all’inizio dell’anno, la questione è stata riportata nell’aula del consiglio comunale nella seduta di martedì, con una segnalazione della consigliera Francesca Arcadu: «Le somme inndebitamente trattenute – spiega – sono somme dedicate all’assistenza di persone con disabilità o disagio mentale, persone che necessitano di quelle somme per assumere personale o cure mediche. Ho avuto moltissime segnalazioni in merito, di persone allibite e avvilite non tanto dall’entità della somma, quanto dal principio. Fa comunque riflettere che i tre euro sottratti corrispondono a mezz’ora di assistenza. Moltipicandoli per tutti i bonifici e per tutto l’anno è evidente che il Comune “perde” ingiustamente migliaia di ore di assistenza che potrebbe dare a chi ne ha bisogno».

Tesi fatta propria dal’assessore Simone Campus, che aveva già segnalato la pratica scorretta insieme alla stessa Arcadu quando era ancora solo consigliere: «E’ evidente – ha ricordato – come sia ingiusto prelevare anche un solo centesimo da fondi destinati all’assistenza che spettano ai beneficiari, non solo ingiusto ma proprio vietato data la natura sociale dell’operazione e della somma erogata. I nostri uffici sono in possesso di un intero fascicolo di richiami e segnalazioni, e verranno presi gli opportuni provvedimenti. Che potrebbero essere clamorosi. Quel che è certo è che i rapporti con la banca erogante non sono semplici, basti pensare per gestire l’assurda vicenda dobbiamo trattare con gli uffici di Palermo.

«Spero che tra i provvedimenti ci sia anche la richiesta di restituzione delle somme ai beneficiari – chiude Arcadu –. Sono soldi loro è non è giusto che gli vengano ingiustamente sottratti».

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