La Nuova Sardegna

Sassari

Il Fai in prima linea per salvare la chiesetta di Balai vicino

di Gavino Masia
Il Fai in prima linea per salvare la chiesetta di Balai vicino

Dopo la raccolta di quattromila firme per inserirla nella classifica nazionale dei “Luoghi del cuore” Il monumento viene eroso dalla forza del mare che minaccia le pareti esposte alle correnti

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. La delegazione di Sassari del Fondo ambiente italiano aveva proposto la chiesetta di Balai vicino come candidata all’iniziativa nazionale “I luoghi del cuore” raccogliendo quattromila firme e una posizione importante nella classifica finale. A distanza di mesi però la chiesetta di San Gavino a mare sta subendo la forza impetuosa delle onde del mare, soprattutto nella parte della struttura esposta alle correnti, e mancano i fondi per cercare di rafforzare con interventi strutturali la sua staticità. A giugno 2016 anche la Soprintendenza archeologica delle Province di Sassari e Nuoro, diretta da Maura Picciau, aveva visitato la chiesa assieme agli architetti dell’Ente e predisposto delle schede tecniche dove si evidenziava il fabbisogno di un restauro per riuscire a curare una struttura vessata dalle correnti marine e con le aree degli ipogei che presentano infestazioni biologiche importanti. In anni recenti era stato tappato anche un foro che faceva uscire gli spruzzi del mare in area presbiteriale, secondo la testimonianza della Soprintendente, ma a parte alcuni piccoli interventi la chiesa rischiava allora e rischia seriamente oggi di sfaldarsi se non si interviene in maniera massiccia. «I punti di criticità più evidenti - dice il vicepresidente del Centro studi San Gavino Giuseppe Piras - sono quelli legati al paramento esterno del fianco orientale del monumento: lì i conci in calcare denotano un profondo degrado e in alcuni casi si è verificato il distacco di alcuni elementi in trachite relativi al rifascio del muro». All’interno, aggiunge Piras, nel punto di contatto tra l’ipogeo e la chiesa filtrano le acque meteoriche e con le precipitazioni l’interno si allaga: «Servirebbe analizzare all’esterno la roccia e capire dove l’acqua va a canalizzarsi per percolare infine all’interno». Un allarme per salvare il luogo legato al culto dei Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario e ai riti religiosi che si svolgono nel periodo di Pentecoste. Ma anche una struttura interessante dal punto di vista geologico, archeologico, storico e devozionale. Considerando che la chiesetta è stata costruita attorno al 1850, su una roccia a picco sul mare, e che rappresenta il luogo, secondo il Condaghe di San Gavino (documento stampato nel 1620), dove il giudice Comita avrebbe rinvenuto in età medievale le reliquie dei tre Martiri Turritani. Qualche spiraglio a favore della chiesetta si è aperto dopo la recente pubblicazione delle linee guida per la selezione degli interventi a favore dei “Luoghi del cuore” che hanno ricevuto più di 1500 voti: «La delegazione Fai di Sassari - ricorda il delegato Fai Alberto Selloni - sta agendo affinché venga presentata la richiesta per la chiesetta di Balai vicino, che ha raccolto numerosissime firme, classificandosi 16esima a livello nazionale e seconda in Sardegna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative