Museo chiuso tutte le domeniche lavoratori pronti allo sciopero
Al “Sanna” manca il personale e la serrata culturale di Pasqua e pasquetta è stata solo un’anteprima Riunione caldissima dei sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Confals Unsa: «Questa è un’offesa a tutta la città»
SASSARI. La serrata culturale di Pasqua e pasquetta è stata solo un’anteprima: Sassari città turistica si prepara a un’estate con i musei chiusi nei giorni festivi. Un fantasma che ha preso sembianze reali ieri mattina, nel corso di un’assemblea dei lavoratori convocata al museo nazionale Sanna dai sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Confals Unsa, entrati da mesi in rotta di collisione con la direttrice del Polo museale della Sardegna, Giovanna Damiani. «Se le cose non cambieranno rapidamente, trovando un rimedio alla carenza di personale e alla mancanza di programmazione, sarà impossibile tenere aperto il Museo Sanna anche le domeniche e i giorni festivi», è l’allarme lanciato dai sindacati e dai lavoratori, pronti a proclamare uno sciopero e a manifestare per strada tutto il loro dissenso verso le decisioni della dirigenza. A rischio è anche l’apertura delle sale nel giorno della Cavalcata sarda, in programma il 21 maggio; e perfino per il 1 maggio, fra appena quattro giorni, gli addetti della struttura di via Roma non sanno ancora se saranno al lavoro.
«Le scelte della dirigenza sulla gestione del Museo, non concordate con i sindacati, sono un’offesa alla città», ha detto Carlo Giordano, segretario territoriale Fp Cgil di Sassari, affiancato da Luisa Cau, coordinatrice regionale Cisl Fit, Maria Giovanna Matta, segretaria regionale Confsal-Unsa e Stefano Giorgi, rappresentante Cisl e rsu del Compendio Garibaldino di Caprera. Nei giorni scorsi i sindacati hanno incontrato la dirigenza del Polo museale per cercare un accordo sulle problematiche che alimentano il malumore dei lavoratori: carenza di personale, turnazioni decise senza un preventivo accordo sindacale, mancati pagamenti degli straordinari e delle turnazioni del 2016 e del 2017, e la nuova organizzazione degli orari che potrebbe costare ai lavoratori 200 euro in meno in busta paga, ogni mese.
«Purtroppo siamo davanti a una dirigenza che non ascolta e non ha intenzione di ascoltare le richieste legittime dei lavoratori. Attiviamo tutte le forme di lotta previste, fino ad arrivare allo sciopero», ha precisato Paolo Dettori, segretario generale della Cgil Funzione Pubblica della provincia di Sassari, intervenendo all’assemblea. A giustificazione del malcontento dei dipendenti dei quattro musei del nord Sardegna che sono sotto il controllo del Polo regionale, parlano i numeri, così come esposti nel corso dell’assemblea.
Il Museo Sanna di Sassari fino al 2015, prima del passaggio dal Ministero al Polo museale, poteva contare sul lavoro di 32 dipendenti. Fino a pochi giorni fa l’organico era formato da 26 persone. Oggi in forza al museo nazionale di Sassari ci sono 23 dipendenti: «tre sono stati spostati d’imperio alla pinacoteca Mus’a», hanno spiegato i sindacalisti e i lavoratori del Sanna, «un sito dove, il giorno di Pasqua sono entrati solo 14 visitatori».
Per garantire la sicurezza per ogni turno (dalle 9 alle 14 e dalle 14 alle 18) devono esserci in servizio sette persone, «ma fra ferie, recuperi, malattie e permessi, questo diventa quasi impossibile», hanno spiegato i lavoratori. Anche perché al museo Sanno devono essere garantiti i turni di lavoro notturni, per tenere sotto controllo la struttura. E chi lavora la notte, l’indomani è necessariamente a riposo. Difficile la situazione anche all’Antiquarium turritano di Porto Torres: «ci troviamo in tre, massimo quattro a fare turni di 9 ore e mezzo», si lamentano i dipendenti. E anche a Caprera (al Compendio Garibaldino e al Memoriale) i 33 addetti in totale non sono sufficienti a garantire turni di lavoro sereni.
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