La Nuova Sardegna

Sassari

Siccità dal Coros al Mejlogu «La Regione intervenga»

di Daniela Deriu

Il consigliere Piermario Manca (Pds) chiede un tavolo tra assessorati I dati allarmanti dell’Arpas evidenziano la necessità di misure preventive

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THIESI. È allarme siccità in Sardegna. Ad affrontare la tematica è il consigliere regionale e componente del Partito dei Sardi Piermario Manca che, visti gli ultimi dati allarmanti dell’Arpas, sostiene siano necessarie delle misure preventive che possano scongiurare eventuali danni al settore primario. Un’emergenza registrata nelle stazioni metereologiche dell’Agenzia regionale.

Dall’inizio dell’anno ad oggi le precipitazioni si sono ridotte rispetto alla media stagionale. Il clima è stato, inoltre, caratterizzato da alte temperature a causa dei lunghi periodi di alta pressione e di aria calda. Già dai primi mesi la piovosità ha subito un forte abbassamento (sotto il 70 per cento della media) e si è concentrata solo nella prima decade di febbraio, mentre marzo e aprile hanno confermato questa tendenza con alte temperature e scarsissime precipitazioni.

A risentire maggiormente l’effetto di questi fenomeni è il versante nord-occidentale della Sardegna. Tali fenomeni così accentuati inducono nel timore che la situazione possa peggiorare.

«Ritengo importante e per questo sollevo ora il problema – queste le parole di Manca –, che non si debba aspettare a lungo per affrontarlo ma, come in ogni stato civile, sia necessario programmare in anticipo tutte le azioni per limitare al massimo i danni e dare presto risposte alle aziende del settore primario. La siccità – prosegue il consigliere regionale, se non verranno adottate serie misure di prevenzione colpirà zone della Sardegna come Meilogu, Coros, Anglona, Monte Acuto, Nurra; tutti territori caratterizzati da una forte economia agropastorale che a causa della mancanza quasi totale di piogge nei mesi primaverili, sono già in allarme e la paura di un tracollo economico. Perciò è necessaria un’immediata presa di coscienza delle istituzioni per programmare con anticipo tutte le azioni da mettere in campo per rendere meno drammatica la situazione delle produzioni cerealicole e foraggere e del bestiame».

Oltre al riconoscimento immediato dello stato di calamità l’esponente del Partito dei Sardi ritiene necessario predisporre al più presto un tavolo a cui partecipino gli assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente, e ai Lavori pubblici, i Comuni, le agenzie agricole, organizzazioni professionali, protezione civile e sindacati. Questo per programmare e coordinare con anticipo tutte le azioni da mettere in atto per limitare al massimo i danni e per venire incontro alle esigenze del settore.

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