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legge elettorale regionale

Su “muccadore” per l’uguaglianza

Su “muccadore” per l’uguaglianza

Manifestazione per chiedere la doppia preferenza di genere

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SASSARI. Tutte con “su muccadore” in testa per chiedere con forza al Consiglio regionale di prevedere nella nuova legge elettorale la doppia preferenza di genere. Una dimostrazione silenziosa ma efficace quella messa in atto ieri, nell’auditorium provinciale di via Monte Grappa, da un folto gruppo di studentesse intervenute alla conferenza promossa dall’associazione Heminas.

L’intento dell’iniziativa, in contemporanea a Cagliari con una dimostrazione analoga nell’aula consiliare di via Roma, era proprio quello di rivendicare con decisione la modifica di legge pensata per riequilibrare una volta per tutte la rappresentanza politica tra uomini e donne. Battaglia importante che Heminas, una rete di donne libere espressione del mondo sociale, culturale e politico, sta portando avanti da tempo con l’obiettivo di garantire una maggiore presenza della donna nelle istituzioni.

Dopo l’introduzione di Nicoletta Puggioni, dirigente del polo tecnico Dessì, che ha fatto gli onori di casa, il senso dell’iniziativa, intitolata “Ruolo attivo nella storia, ruolo passivo nella politica” è stato illustrato da Carla Puligheddu, presidente di Heminas, nonché insegnante nelle scuole superiori. Quella di prescrivere, per legge, l’obbligo di votare un candidato femmina, assieme al collega maschio, è un’esigenza ormai improcrastinabile. A monte non c’è solo la questione di principio della parità di genere, ma anche una ragione statistica che non può essere sottovalutata. La componente elettorale femminile è sempre più numerosa e nelle sedi in cui le donne fanno parte integrante degli apparati in cui si decidono le sorti del Paese, gli ingranaggi, obiettivamente, funzionano meglio.

Insomma, i tempi sono maturi perché anche il Consiglio regionale si adegui a una prassi ormai consolidata in altre realtà. Carla Puligheddu ne è fermamente convinta e non lo manda a dire: «Le promesse fatte dall’assemblea regionale non sono state mantenute – spiega – nonostante gli impegni del presidente Gianfranco Ganau, che ha tutta la nostra stima, manca da parte del Consiglio la volontà di prendere posizione, le trame trasversali tra partiti e gruppi consiliari non permettono di andare oltre nella discussione di un provvedimento giusto e sacrosanto, ma le promesse non ci bastano più, oggi chiediamo atti concreti per riparare questa che a noi appare come una palese ingiustizia». Per comprendere le ragioni della richiesta, basta pensare che in consiglio regionale su sessanta consiglieri siedono solo quattro donne.

Nelle amministrazioni locali, Comuni e Province, la norma sulla doppia preferenza è già stata sperimentata con successo, ora tocca al consiglio regionale. Tra gli interventi della mattinata, coordinata da Maria Tina Maresu, insegnante a attivista Fidapa (federazione italiana, donne, arti, professioni, affari), quelli, molto apprezzati, di David Lighty e David Bell, della Dinamo basket, nonché di Marco Pinna, un ex atleta oggi referente dell’ufficio scolastico provinciale.

Antonio Meloni

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