La Dda sequestra 7 vasconi di oli esausti
A Porto Torres, il reato ipotizzato per il direttore del Consorzio industriale è detenzione e traffico di rifiuti pericolosi
SASSARI. Il reato è di quelli da far rabbrividire: detenzione e traffico organizzato di rifiuti pericolosi. Almeno, questa è l’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari che ha disposto il sequestro preventivo di un’area di proprietà del Consorzio industriale provinciale di Sassari all’interno dell’area industriale di Porto Torres. Nel mirino della Dda, sette vasconi in cemento armato contenenti cinquemila metri cubi di olii usati.
Un’ipotesi di reato che ha fatto scattare un avviso di garanzia a carico del direttore generale del CipSs Luigi Pulina.
Il sequestro è stato eseguito ieri mattina dagli uomini del Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale di vigilanza ambientale.
L’inchiesta della Dda era partita alcuni mesi fa in seguito alle segnalazioni ricevute dall’Ufficio Ambiente della Provincia di Sassari e dall’Arpas. In base a queste segnalazioni gli uomini del Corpo forestale, il mese scorso avevano effettuato un’ispezione nella zona industriale di Porto Torres per verificare il contenuto dei vasconi. All’interno dei quali erano stati stoccati i cinquemila metri cubi di olio di sentina, provenienti cioé da imbarcazioni a motore.
L’ispezione si era conclusa con un rapporto inviato alla magistratura nel quale, oltre alla presunta mancanza di autorizzazioni (ipotesi contestata dal Consorzio industriale di Sassari), gli uomini del Nucleo investigativo del corpo regionale evidenziavano le condizioni dei vasconi, definiti “fatiscenti”.
La documentazione fotografica allegata dagli uomini del Corpo forestale sembrano confermare questa valutazione, con il cemento armato che mostra chiaramente il decadimento della malta con i “tondini” in ferro a vista.
L’ispezione non avrebbe invece accertato dispersioni dell’olio di sentina nel sottosuolo o nelle aree adiacenti i vasconi. E anche per questa ragione, cioè per evitare sversamenti di olii esausti, la procura antimafia ha fatto eseguire il provvedimento con procedura d’urgenza.
Ma nelle ipotesi di reato della Dda c’è un altro aspetto e cioé che il Consorzio avrebbe “movimentato” gli olii esausti senza alcuna autorizzazione. Niente licenza per il trattamento, niente licenza per la smaltimento dei rifiuti pericolosi. Una versione che il Consorzio industriale provinciale contesta, forte di un’autorizzazione ambientale integrata rilasciata nel luglio di dieci anni fa. Autorizzazione che non solo consentiva lo stoccaggio dei rifiuti speciali, ma anche la movimentazione degli olii di sentina.
Tanto che, alla fine dello scorso anno, il Consorzio aveva avviato lo svuotamento dei vasconi, attività che l’ente intende portare a compimento non appena avrà ottenuto il dissequestro dell’area (un ettaro circa) e dopo aver concordato le modalità operative con le autorità competenti, cioè Provincia di Sassari e Regione. Ma proprio questo svuotamento viene contestato dalla Dda, un trasferimento di rifiuti pericolosi in altri centri di smaltimento, sempre senza alcuna autorizzazione. Rifiuti che, sempre secondo la Dda, sarebbero stati accompagnati da una falsa documentazione.
Un’attività che, secondo la procura della Dda, andava avanti dal settembre del 2014.
Il sequestro preventivo disposto dalla procura della Dda dovrà adesso passare l’esame di un giudice per le indagini preliminari.
Un episodio che riporta di attualità i problemi ambientali dell’area industriale di Porto Torres. Dove l’inquinamento è un fatto accertato, con tanto di caratterizzazioni, ma con le bonifiche che sono state solo abbozzate. E questo nonostante gli impegni assunti dall’Eni in diverse occasioni e ratificati nel corso di numerose conferenze di servizi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
