Accogliere migranti L’esperienza positiva di Bonorva nel 2011
Una trentina di africani ospitati nel paese si integrarono Oggi anche i cittadini in Consiglio per parlare di nuovi arrivi
BONORVA. Nell’assemblea popolare di domenica, Bonorva ha rivissuto il tema dell’accoglienza ai migranti. Nel maggio del 2011, quando forte era il flusso di persone provenienti da varie regioni dell’Africa (Sudan, Congo, Mali, Marocco e Senegal) la cittadinanza aveva partecipato a un’assemblea ben più infuocata e meno riflessiva, di quella di domenica scorsa, e aveva manifestato grandi perplessità per l’arrivo di una trentina di immigrati di colore che il gruppo H di Macomer in seguito ospitò in un'ala attrezzata dell’ex convento dei frati francescani di Via Lussu.
A distanza di anni si può dire che quell’esperienza non provocò particolari traumi anzi, in almeno quattro casi, portò a risultati positivi. Da allora però la situazione economica del paese, come in gran parte dei Comuni della Sardegna, ha conosciuto un notevole tracollo e con essa è aumentata la disoccupazione che ha determinato la crescita di tanti casi di povertà e generato una forma di contestazione che spinge tanti cittadini a forme di rifiuto ingiustificate. Tutto in qualche caso è alimentato, in forma subdola, dall’utilizzo incontrollato dei social sui quali c’è ancora chi scarica il proprio istinto razzista.
Domenica la gran parte dei cittadini ha già dato una risposta positiva all’ amministrazione ed ha capito l'importanza della decisione che stasera, alle 18,30, in sede di consiglio comunale, dovrà assumere. I problemi da risolvere sono sicuramente tanti e complicati ma è opportuno anche acquisire una corretta informazione e il sindaco Massimo D’Agostino intende sospendere la seduta del consiglio «per aprire un ulteriore dibattito con i cittadini, come ha scritto rispondendo ai social, in modo da chiarire ancora una volta alcuni punti rimasti, a quanto pare, oscuri, per smentire tutti quei fenomeni da tastiera che continuano a dare notizie inesatte sullo Sprar, creano allarmismi infondati e prospettano immani sciagure sociali." «Alcuni puntano il dito contro le spese che, secondo quanto letto, l’accoglienza dovrebbe creare a carico della comunità. «I fondi saranno gestiti dal Comune che di suo non spenderà una lira né dovrà ritoccare il bilancio, ha detto sia il sindaco sia Emiliano Deiana, presidente dell’Anci Sardegna, il Comune potrà anche rendicontare quanto speso con i servizi sociali per l'assistenza ai rifugiati». Rifugiati, è stato precisato, riconosciuti dal sistema perché identificati e controllati dal punto di vista sanitario ed hanno fatto richiesta di asilo come rifugiati politici, quindi non sono sconosciuti che arrivano su un barcone e vengono catapultati a Bonorva.
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