Fabio Aru tra orgoglio e dolore sarà sul palco di Alghero
Il campione sardo presenzierà all'inaugurazione e alla prima tappa del Giro d'Italia
ALGHERO. Preparate l'applauso, e preparatevi a moltiplicarlo, caldo, perché Fabio Aru domani al porto di Alghero sul palco della Grande Partenza dell'edizione numero cento del Giro d'Italia ci sarà, e non sarà solo.
Preparate l'applauso per il Cavaliere dei Quattro Mori che ancora non sa spiegarsi perché non può partecipare alla corsa alla quale tiene di più nell'edizione alla quale tiene di più, visto che parte dalla sua Sardegna, ma prima ancora e soprattutto ancora non sa spiegarsi la perdita di un amico, di un compagno, di un esempio per tutto il mondo del ciclismo. Preparatelo col cuore l'applauso, perché con Fabio Aru sul palco della festa rosa allestito al porto di Alghero salirà simbolicamente anche Michele Scarponi, il compagno di squadra promosso capitano per il Giro d’Italia dopo l'infortunio alla rotula del ginocchio sinistro dello scalatore di Villacidro. Scarponi, vittima di un tanto banale quanto tragico incidente stradale di mattina presto quando andava a lavorare, cioè a pedalare, per allenarsi, sulle strade di casa sua.
L'edizione numero cento del Giro d'Italia, che celebra la prima pedalata in Sardegna, non può fare a meno del numero uno – e per ora unico – del ciclismo sardo, che ha assicurato la sua presenza domani per la presentazione della corsa e venerdì, giorno della prima tappa, da Alghero a Olbia. Poi Aru tornerà a Losanna a riprendere gli allenamenti.
Domani sotto il palco della Grande Presentazione allestito al porto di Alghero sulla Banchina Millelire ad applaudirlo, confortarlo e spronarlo saranno in tanti, e in tanti arriveranno dalla sua Villacidro, dove ha la base il suo Fans Club. I tifosi del Cavaliere dei Quattro Mori hanno capito, sono stati vicini al loro campione, hanno seguito passo passo l’ultimo mese. Dalla caduta con lo schiacciamento della rotula in allenamento in Spagna al primo riscontro medico, tra la speranza che ce la potesse fare, e la delusione quando a malincuore l’Astana ha dovuto ritirare il suo campione. Sognavano e sognava di ripetere gli exploit del 2014 e del 2015, con le tappe vinte prima a Montecampione e poi a Cervinia e sul Sestriere, sognava di ultimare la progressione terzo-secondo posto finale con un successo che gli permettesse di portarsi a casa quella maglia rosa vestita per un giorno solo, due stagioni fa, prima di restituirla ad Alberto Contador. Non dopo aver dormito con la maglia rosa addosso.
Il sogno è solo rinviato, il bisogno adesso è recuperare la condizione e puntare magari a una rivincita al Tour o a una nuova impresa alla Vuelta, che Aru ha vinto nel 2015. Stasera sul palco per lui applausi e applausi perché chi segue Aru sa quanto gli bruci non poter correre il Giro e non poterlo correre nell’isola, ma anche un momento di forte commozione. Aru infatti sarà ad Alghero per il ciclismo, per il suo ruolo, per obbligo di nascita, ma soprattutto per onorare l’amico Michele Scarponi.
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