La Nuova Sardegna

Sassari

Bonifiche e innovazione per ripartire

di Gianni Bazzoni
Bonifiche e innovazione per ripartire

Insediato a Roma il Gruppo di coordinamento e controllo, sguardo rivolto allo scalo di Porto Torres per nuove opportunità

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SASSARI. É stato insediato ufficialmente ieri a Roma il Gruppo di coordinamento e di controllo per l’Area di crisi industriale complessa del nord Sardegna (l’altra prevista nell’Isola è quella di Portovesme e comprende Carbonia, Iglesias e Teulada).

L’anticipazione era stata data nei giorni scorsi dall’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras che - nell’ultimo periodo - ha intensificato il confronto con il Governo per cercare di attivare tutte le procedure e recuperare il tempo perduto. Entro una quindicina di giorni dovrebbe tenersi un incontro operativo alla presenza anche di Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e dello sviluppo) che è stata scelta per dare pratica attuazione al programma dell’Area di crisi complessa.

Alla riunione romana era presente il direttore generale dell’assessorato regionale all’Industria Roberto Saba (riferimento per l’Area di crisi complessa) insieme ai sindaci di Sassari e Porto Torres (Nicola Sanna e Sean Wheeler), il rappresentante della Provincia Franco Borghetto, il presidente del Consorzio industriale provinciale Pasquale Taula, il responsabile dell’Autorità portuale e i direttori generali dei ministeri dello Sviluppo economico, del Lavoro, dell’Ambiente e dei Trasporti.

«É stata una riunione concreta e positiva – ha commentato il sindaco di Sassari Nicola Sanna a conclusione dell’incontro – e sono state tracciate le tappe. Gli elementi per entrare subito nella fase operativa ci sono tutti. Entro due settimane è già stato pianificato un appuntamento in Sardegna: serve massimo impegno e concretezza da parte di tutti ed è importante recuperare il tempo perduto».

L’Area di crisi complessa del nord Sardegna - che di fatto fa riferimento alla zona industriale di Porto Torres - è stata istituita con decreto del 7 ottobre 2016, mentre il Gruppo di coordinamento e di controllo è stato nominato con decreto ministeriale l’8 febbraio 2017. Ci sono voluti poi altri tre mesi per convocare la riunione di insediamento.

Il dossier dell’Area di crisi complessa è già disponibile ormai da circa un anno e si basa molto sugli interventi per la bonifica e il risanamento del territorio, per il riutilizzo dei terreni dismessi dell’ex Petrolchimico e un concreto piano di riconversione. É evidente che l’obiettivo è quello di puntare molto sulla valorizzazione delle infrastrutture (tante quelle disponibili) a cominciare dal porto e favorire tutto ciò che è collegato all’innovazione e alle produzioni bio.

Quello delle bonifiche è il capitolo più importante e qualificante nel programma dell’Area di crisi complessa: molto tempo è stato perso in una interminale fase di preparazione e a Porto Torres le operazioni di risanamento sono state avviate solo in minima parte. L’obiettivo era quello di partire a pieno regime prima dell’estate ma proprio quel traguardo rischia di saltare se non arriveranno decisioni perentorie nelle prossime settimane. Risanamento del territorio e tutela della salute dei cittadini: questi gli obiettivi strategici della giunta regionale per poi dare corso alla riconversione di un territorio che ha bisogno di nuove opportunità per il suo sviluppo economico e produttivo. Sulla riorganizzazione e potenziamento dello scalo marittimo, invece, si gioca gran parte del progetto di sviluppo, anche attraverso la creazione del nuovo sistema “Optimed” che mira a fare di Porto Torres un polo strategico nel panorama del Mediterraneo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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