La Nuova Sardegna

Sassari

Stipendi ai supplenti: ministero condannato

di Paoletta Farina
Stipendi ai supplenti: ministero condannato

Grazie alla Cgil, 80 docenti ottengono dal giudice del lavoro il riconoscimento dell’anzianità di servizio

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SASSARI. C’è voluto un ricorso della Flc Cgil al giudice del lavoro per stabilire il diritto dei supplenti della scuola al riconoscimento dell’anzianità di servizio e all’adeguamento dello stipendio. Un’ottantina di insegnanti, grazie al supporto dell’ufficio legale del sindacato (gli avvocati Marcello Bazzoni, Tullio Masala, Maria Laura Solinas ed Emanuela Tabasso), hanno visto sanare, da parte del Tribunale di Sassari, una palese ingiustizia sulla valutazione economica e giuridica dei diversi contratti a tempo determinato stipulati negli anni scorsi con il ministero dell’Istruzione. Che ora dovrà pagare gli arretrati: è stato condannato a corrispondere ai docenti «le differenze maturate a titolo di progressione retributiva in base al contratto nazionale di lavoro, oltre agli interessi».

La decisione del magistrato Elena Meloni è recente e si basa sia sul diritto interno che su alcune sentenze europee che avevano accertato una “discriminazione” nei confronti dei supplenti che, inspiegabilmente, non ricevevano un trattamento comune agli altri lavoratori. Nel dispositivo del giudice del lavoro è detto chiaramante: esiste «il diritto della parte ricorrente al riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante la successione dei contratti a tempo determinato per i periodi effettivamente lavorati ai fini della attribuzione della medesima progressione dello stipendio prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai contratti nazionali di lavoro succedutisi nel tempo».

Soddisfazione da parte della Flc Cgil che su questo fronte aveva aperto un battaglia da tempo e che si era rivolta alla magistratura, vista la “sordità” del ministero sull’argomento.

«Sentenze di questo tipo – afferma Luigi Canalis, segretario provinciale del sindacato – ristabiliscono il giusto riconoscimento per il lavoro prestato dai supplenti e costituiscono un primo passo importante per invertire la tendenza, da troppi anni consolidata, a considerare il personale supplente alla stregua di dipendenti di serie B».

Uno stop arrivato da un’aula di giustizia, inoltre, «che renderà non più “conveniente” per la pubblica amministrazione procedere in una logica sbagliata, iniqua e perdente – rincara il segretario Flc Cgil –: la scuola pubblica, se vuole essere scuola di qualità, deve garantire ai suoi operatori condizioni di lavoro e di retribuzione dignitose e stabili, superando quella condizione di stabile precarietà che, purtroppo, contraddistingue sempre di più il lavoro in genere nel nostro Paese».

Il sindacato denuncia che nell’ambito lavorativo occorre una svolta. «Siamo impegnati a questo proposito – annuncia Luigi Canalis – in una decisiva battaglia, quella per la Carta dei Diritti, per ripensare tutto il sistema dei contratti di lavoro, con l'obiettivo di porre fine alla stagione della precarietà e dello sfruttamento selvaggio dei lavoratori».

Oggi, 5 maggio, nel salone Mastino della Cgil, in via Rockefeller 35, alle 18, il segretario e i legali incontreranno i vincitori del ricorso. Ci sarà modo di festeggiare e di studiare le prossime mosse.

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