Mucche limousine con un dna da record

OSILO. Non c’è solo la medaglia d’oro per le “limousine”, conquistata nei giorni scorsi alla sesta edizione della mostra regionale dei bovini da carne di Ozieri, nel palmares della “Cossu&Campus”...

OSILO. Non c’è solo la medaglia d’oro per le “limousine”, conquistata nei giorni scorsi alla sesta edizione della mostra regionale dei bovini da carne di Ozieri, nel palmares della “Cossu&Campus” di Osilo. A testimoniare i livelli di eccellenza raggiunti dall’azienda osilese ci sono altri numerosi riconoscimenti, fra cui un’altra medaglia d’oro conquistata nel 2000, che collocano stabilmente la Cossu&Campus ai vertici dell’allevamento regionale di bovini da carne. Risultati che premiano i lunghi anni di selezione per arrivare all’alta genetica precisano i titolari, «raggiunta grazie ad acquisti di riproduttori e fattrici all’estero (perlopiù in Francia e Danimarca) nel primo decennio di attività, e proseguita poi con la pratica della inseminazione strumentale utilizzando i semi dei migliori tori del panorama francese». L’azienda Cossu&Campus, che si trova a pochi chilometri da Osilo, nei pressi della frazione di Santa Vittoria, è nata nel 1992 da un’idea di Gavino Cossu. All’inizio, più come una passione da hobbista - essendo Cossu dipendente di Confagricoltura da più di trent’anni - che per la produzione di reddito. All’avvio furono 12 vacche limousine comprate in Toscana, e un impegno condiviso con alcuni collaboratori. Nel frattempo crescono i figli dell’allevatore, Marco e Roberto, che si appassionano alla selezione delle limousine e dividono la loro vita fra studio e campagna. Entrambi laureati in Agraria, Marco e Roberto hanno deciso applicare in prima persona ciò che hanno imparato nelle due scuole, quella accademica e quella del padre.

E nel 2017 sono diventati titolari di una prestigiosa azienda iscritta da sempre al libro genealogico dell’Anacli (Associazione nazionale allevatori delle razze charolaise e limousine), che si estende su circa 200 ettari di terreni declivi con una media di 80 capi di bovini. Una scelta, quella dei giovani fratelli Cossu, fatta di studi, di esperienza e di competenza, che rappresenta un po’ il paradigma di quello che dovrebbe essere il nuovo ritorno alla terra che la Sardegna va cercando da tempo.

Mario Bonu

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