Accordo Comune-Curia cento case a Baddimanna
Svincolato il terreno donato al vescovo nel 1963 per realizzare il nuovo seminario Gli oltre due ettari ospiteranno progetti, pubblici o privati, di housing sociale
SASSARI. Housing sociale nei terreni donati dal Comune all’arcivescovado negli anni ’60 nel cuore di Baddimanna. E, con i soldi incassati dalla vendita ai privati (con vincolo di scopo) o dall’affitto delle abitazioni (in caso di realizzazione da parte del fondo immobiliare regionale) lavori di ristutturazione dell’edificio storico del Seminario Arcivescovile e completamento della Casa del Clero. Questo il succo della delibera “gioiello”, portata a casa (è proprio il caso di dirlo) dal nuovo assessore al Patrimonio Simone Campus e approvata nell’ultima seduta del consiglio comunale, con la quale Palazzo Ducale risolve il problema della riqualificazione del vecchio seminario e “rimette in produzione” 22mila metri quadri a Baddimanna, che sono quel che resta dei sei ettari ceduti alla Curia arcivescovile nel 1963 con il vincolo di realizzarvi il nuovo seminario.
Progetto mai partito, con gli iniziali sei ettari che nei decenni hanno perso più di qualche pezzo, sia per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria della zona, che per l’edificazione di parte della palestra scolastica dell'Ipia. I due ettari abbondanti rimasti erano inoltre da anni “congelati” da quell’antico vincolo. Che la stessa Curia ha chiesto nel 2010 al Comune di rimuovere per destinare i terreni a progettio di housing sociale, la nuova frontiera dell’edilizia pubblica a costi calmierati per l’utenza, che da tempo cerca di sbarcare, per ora senza successo, in città. In terreno d’atterraggio del progetto diventa ora quello di di Baddimanna. Con il Comune che libera la Curia dal vincolo, pur impegnandola a usare i proventi realizzati per la ristrutturazione dell'edificio storico del Seminario arcivescovile nel centro storico e il completamento della casa del clero. Massimo vantaggio e nessun costo, con l’operazione che potrebbe definitivamente decollare nel momento in cui nei terreni di Baddimana apriranno i cantieri per la costruzione delle abitazioni (si parla di un centinaio di unità).
A realizzarle potrebbe essere il “Fondo Immobiliare per l’Housing Sociale della Regione Sardegna”, fondo immobiliare di tipo chiuso, dedicato allo sviluppo di interventi residenziali per incrementare gli alloggi sociali, partecipato da Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, Regione, Fondazione Banco di Sardegna e Confidi Sardegna e gestito dalla Torre Sgr, che si è aggiudicata il bando di gara promosso dalla stessa Regione. Se però il progetto (già vagliato nel 2010) non decollasse ci sarebbe già pronto un privato, sardo ma con importanti partner internazionali, che ha già presentato alcuni importanti piani di investimento già protocollati in Comune. «Riusciamo a fare – sottolinea l’assessore Simone Campus un’operazione sociale importante. Aprendo, grazie anche all’interessamento del vescovo, all’housing sociale, che dà risposte a una fascia intermedia di cittadinanza esclusa dalle tutele ma che comunque ha difficoltà ad accedere al mercato della casa. Risposte che arrivano a costo zero per il Comune e che permettono anche il restauto del Seminario, in un’operazione di buona politica dalla quale tutti hanno un guadagno».
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