Il Giro della sicurezza per la festa di tutti
Nessuna criticità nella provincia di Sassari. Festa ad Alghero per i 70 anni di scorta alla gara ciclistica della polizia stradale
SASSARI. C’è un giro nel giro che è fatto di gente che non taglia i traguardi, non cerca applausi ma ha un compito fondamentale: garantire che lo spettacolo sportivo si svolga in condizioni di sicurezza e fare in modo che l’investimento sull’immagine del territorio e della Sardegna non perda valore ma - anzi - acquisti ulteriore rilevanza.
Ora che la carovana rosa ha lasciato la Sardegna si può fare un primo bilancio per quanto riguarda la provincia di Sassari. E si può dire che è andata bene, oltre ogni previsione. Il piano di sicurezza predisposto dal questore Maurizio Ficarra - anche a seguito delle indicazioni emerse nella riunione del Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica tenutasi in Prefettura - ha funzionato perfettamente.
Per garantire il raggiungimento del risultato sono state impiegate numerose unità della polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia di finanza, comprese le specialità dei cinofili, antisabotaggio, antiterrorismo e gli artificieri. Il risultato positivo non era per niente scontato, perché c’era da coprire un territorio molto vasto e assicurare i servizi di ordine pubblico lungo tutti i 269 chilometri di percorrenza del Giro d’Italia nella provincia, con una attenzione specifica durante la presentazione ad Alghero (che ha visto il 4 maggio una imponente partecipazione di pubblico) con l’obiettivo di prevenire - ed eventualmente fronteggiare - eventuali insidie e qualunque fatto che potesse turbare l’importante manifestazione ciclistica.
Il Giro d’Italia ha rappresentato una occasione preziosa per sperimentare forme di collaborazione utili anche per il futuro. Dalla questura sassarese sono arrivati giudizi premianti per quanto è stato fatto: «Con il coordinamento determinante della polizia stradale e il contributo di Anas e Provincia per i servizi di viabilità, tutti i comuni interessati hanno assicurato la presenza massiccia di agenti di polizia locale, nonché numerosi volontari di varie associazioni. E non si è registrata alcuna criticità nei percorsi delle città interessate e nelle strade extraurbane».
E nei 100 anni del Giro d’Italia, la polizia stradale ha festeggiato - anche con una significativa cerimonia ad Alghero - il 70° anniversario della partecipazione alla manifestazione ciclistica che trasforma gli ambienti percorsi in una straordinaria vetrina internazionale. E la Stradale ha dimostrato che in settant’anni niente è cambiato, perché con i processi di modernizzazione c’è stato anche l’adeguamento dei mezzi tecnologici e “l’accompagnamento” del Giro resta un lavoro di altissima professionalità, con spostamenti e attività che richiedono decisioni rapide e massima attenzione. Oltre alle moto (26), la polizia stradale ha schierato per il Giro dei 100 anni anche 12 operatori in auto e due a bordo di un’officina meccanica mobile, oltre a un gioiello da 280 cavalli , un’Alfa Romea Giulia veloce messa a capo della scorta.
In campo anche il “Pullman azzurro” della polizia, un’aula multimediale itinerante collegata al progetto “Biciscuola” rivolto ai bambini delle scuole primarie di tutta Italia. In provincia di Sassari sono risultati vincitori (e premiati ad Alghero) gli alunni della scuola di Li Punti e di Olmedo (a Olbia quelli del III Circolo).
Traguardo raggiunto, dunque, anche con il successo dell’esposizione nell’area del Forte della Maddalenedda ad Alghero, nella zona portuale, con una notevole affluenza di pubblico. Ecco, il Giro che assegna la maglia rosa ha attraversato la Sardegna, da Alghero e Sassari fino a Cagliari sotto la “protezione” di chi la gara la gioca ogni giorno sul valore della sicurezza.
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