Torna a “casa” la reliquia di Sant’Antonio da Padova
Si è concluso lo straordinario pellegrinaggio in città, unica tappa regionale Ieri messa conclusiva a Santa Maria. Consegnate ottomila immaginette
SASSARI. Dopo un partecipato pellegrinaggio è ripartita ieri sera alla volta di Padova la reliquia di Sant’Antonio ospitata per una settimana dalla fraternità di Santa Maria. La “visita” dei resti di Sant’Antonio da Padova in terra sarda (quella di Sassari era l’unica tappa regionale) si è conclusa in mattinata con una messa solenne celebrata da padre Roberto Carboni, vescovo di Ales e Terralba.
In serata, la delegazione patavina è stata scortata fino a Porto Torres dove si è imbarcata per il rientro a casa. Il reliquario sarà presto trasferito nelle zone colpite dal terremoto dove sosterà per qualche giorno. Per circa una settimana la chiesa di Santa Maria di Betlem è stata oggetto di un continuo pellegrinaggio di fedeli che si sono riuniti in preghiera durante le tante funzioni celebrate a ridosso di un evento di fede importante e straordinario. Per la fraternità di Santa Maria, guidata da padre Silvano Bianco, sono stati giorni di intenso lavoro: «Abbiamo avuto una grande affluenza di pellegrini – spiega infatti il padre guardiano del convento – un continuo via vai di fedeli di tutte le età che non hanno voluto mancare l’appuntamento con la devozione».
La risposta sentita dei fedeli è anche nei numeri registrati nei giorni scorsi: in poco meno di una settimana, durante le funzioni, i frati di Santa Maria hanno distribuito più di quattromila ostie, consegnato ottomila immaginette di Sant’Antonio e nella giornata dedicata all’infanzia oltre duecento mamme hanno affidato al santo di Padova i loro bambini.
Ma la reliquia è stata portata anche nei luoghi della sofferenza: significativa la visita al carcere di Bancali dove la teca è stata accolta dai detenuti affiancati dal cappellano don Gaetano Galia e dalla direttrice Patrizia Incollu.
Grande partecipazione è stata registrata anche negli ospedali. Non sono mancati i momenti di intensa commozione, specie quando la teca ha varcato la soglia del reparto di neonatologia della clinica pediatrica proprio nel momento in cui le mamme accudivano i piccolissimi pazienti. «E’ stata una grande manifestazione di fede – dice ancora padre Silvano Bianco – genuina e sentita, a ulteriore riprova della grande devozione per il santo di Padova».
Tutto è filato liscio grazie anche alla costante presenza degli uomini della polizia locale che hanno scortato la delegazione durante gli spostamenti in città e nei giorni in cui la teca è stata esposta all’adorazione dei fedeli. Ieri mattina, durante la funzione di commiato, celebrata dal vescovo di Ales e Terralba, è stata rivolta una preghiera speciale dedicata alla giovane donna precipitata in circostanze tragiche da ponte Rosello. La reliquia di Sant’Antonio, un frammento dell’apparato vocale custodito dentro una teca, era arrivata in città da Padova, nei giorni scorsi, dopo un lungo e laborioso iter burocratico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
