Lavori in ritardo al museo: sale chiuse e reperti all’aria
Da marzo stop alla ristrutturazione perché non ci sono i soldi per gli impianti Progetto della Soprintendenza arenato. Il Polo museale: il cantiere non è nostro
SASSARI. Sono bloccati da marzo i lavori di ristrutturazione del museo nazionale Sanna e non è ancora chiaro quando potranno riprendere e se la scadenza del 2018 per la chiusura del cantiere verrà rispettata. Ed è da quasi un anno, ormai, che teloni bianchi ora squarciati in più punti coprono alla vista dei passanti di via Roma una parte del giardino interessato dagli interventi. Diventato un “ripostiglio” per alcuni reperti di valore tra cui are e ancore, “sfrattate” dalla sala romana, assieme alla sala nuragica e al padiglione “Clemente” oggetto del primo lotto di lavori interrotto. Una situazione, quella del museo, che ha allarmato anche uno studioso come l’ex rettore dell’Università, Attilio Mastino. Perché l’immagine che riflette il museo è quella di degrado generale se si considerano anche le condizioni in cui si trova il giardino storico, ora sommerso dalle sterpaglie. E perché viene colpita una struttura di importanza internazionale per la ricchezza e l’unicità dei tesori che vi sono conservati. Ma allora cosa sta succedendo? Per capire il perché di quello che molti non esitano a definire uno sfascio bisogna risalire all’appalto per i lavori bandito tempo addietro dalla Soprintendenza archeologica. Un vecchio progetto di cui era stazione appaltante il segretariato regionale, ufficio di coordinamento per le soprintendenze che, per inciso, con la riforma Franceschini, sono state accorpate. La ditta che aveva vinto la gara è stata poi sostituita dalla seconda in graduatoria. Un lungo iter burocratico che nel frattempo ha messo in luce una “pecca” del progetto: la realizzazione dell’impianto elettrico e di condizionamento non è stata prevista contestualmente agli altri interventi. Morale della favola: alla Soprintendenza si sono ritrovati senza i fondi necessari per la parte impiantistica. È finita che si è battuto cassa alla direzione del Polo museale della Sardegna, di cui il “Sanna” è entrato a far parte. «Dovremo metterci le mani in tasca – afferma la direttrice Giovanna Damiani – per completare il restauro in cui, voglio specificare, come Polo museale non siamo mai stati coinvolti. Ma il problema è rappresentato dal fatto che i soldi che abbiamo a disposizione per il museo sassarese, e si tratta di 900mila euro, sono destinati ad altre finalità: la ristrutturazione e messa in sicurezza del deposito nel quale si sono evidenziati problemi strutturali, e la sistemazione di locali ad alloggio del custode».
Ma una promessa la direttrice Damiani la fa. «Ci adopereremo per riaprire tutte le sale al più presto e per restituire alla città il giardino».
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