Il Btz continua a sgorgare nella vallata di Thiesi
A S’ortu de Palatu le bonifiche dall’inquinamento proseguono da oltre un anno Il sindaco Soletta: «La zona resterà sotto monitoraggio ancora per mesi»
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THIESI. A oltre un anno di distanza dalle prime avvisaglie di inquinamento, non si sono ancora concluse le bonifiche per risanare la vallata di S’ortu de Palatu. E il Btz, un combustibile industriale, continua a uscire dalla fontana del terreno privato pesantemente colpito, mischiato all’acqua e in piccoli pezzi solidificati a causa del raffreddamento che subisce nel sottosuolo.
All’origine una perdita dal deposito della centrale termica di caseificio situato a qualche centinaio di metri. Per inquinamento ambientale colposo la magistratura sassarese ha messo sotto indagine l’industriale caseario Paolo Mannoni, proprietario dello stabilimento, e posto sotto sequestro giudiziario tutta l’area. Almeno quindicimila litri di olio sono andati dispersi nella zona, infiltrandosi nel terreno, e la fuoriuscita continua, in uno stillicidio che ancora non si sa quando avrà fine.
Un danno al quale si sta cercando di riparare con una massiccia opera di bonifica che vede impegnata, su incarico del Comune, una ditta specializzata. Che ha canalizzato l’inquinante e lo ha stoccato in bidoni perché non raggiunga un vicino corso d’acqua affluente del Bidighinzu. Allo stesso tempo la terra imbevuta dell’olio industriale è stata raccolta in centinaia di sacchi. Un’operazione di “ripulitura” che ha alti costi, per ora a carico del Comune, che quando sarà conclusa, si dovrà rivalere sul responsabile definitivamente individuato dalla magistratura.
Che il danno fosse serio non c’è stato dubbio sin dal momento della scoperta della dispersione dell’olio industriale. Ad avviare i primi accertamento il Corpo forestale di Thiesi, seguito dai carabinieri del Noe, il gruppo specializzato in reati ambientali. Ora la domanda è quali potranno essere i tempi che occorreranno per bonificare totalmente l’intera area. «Al momento non c’è alcuna certezza sulla conclusione delle operazioni – spiega il sindaco di Thiesi, Gianfranco Soletta –. La siccità ha impedito un’ulteriore massiccia fuoriuscita del Btz, ma se le piogge riprenderanno il fenomeno potrà riproporsi ancora in modo serio. La zona intanto continua ad essere monitorata dai tecnici degli enti competenti, ma non abbiamo idea per quanto tempo ancora dovranno proseguire i controlli». Anche se Soletta prevede ancora mesi di attento monitoraggio. E conclude: «Soltanto quando i tecnici ci diranno che l’inquinamento è eliminato potremo tirare un sospiro di sollievo». (p.f.)
All’origine una perdita dal deposito della centrale termica di caseificio situato a qualche centinaio di metri. Per inquinamento ambientale colposo la magistratura sassarese ha messo sotto indagine l’industriale caseario Paolo Mannoni, proprietario dello stabilimento, e posto sotto sequestro giudiziario tutta l’area. Almeno quindicimila litri di olio sono andati dispersi nella zona, infiltrandosi nel terreno, e la fuoriuscita continua, in uno stillicidio che ancora non si sa quando avrà fine.
Un danno al quale si sta cercando di riparare con una massiccia opera di bonifica che vede impegnata, su incarico del Comune, una ditta specializzata. Che ha canalizzato l’inquinante e lo ha stoccato in bidoni perché non raggiunga un vicino corso d’acqua affluente del Bidighinzu. Allo stesso tempo la terra imbevuta dell’olio industriale è stata raccolta in centinaia di sacchi. Un’operazione di “ripulitura” che ha alti costi, per ora a carico del Comune, che quando sarà conclusa, si dovrà rivalere sul responsabile definitivamente individuato dalla magistratura.
Che il danno fosse serio non c’è stato dubbio sin dal momento della scoperta della dispersione dell’olio industriale. Ad avviare i primi accertamento il Corpo forestale di Thiesi, seguito dai carabinieri del Noe, il gruppo specializzato in reati ambientali. Ora la domanda è quali potranno essere i tempi che occorreranno per bonificare totalmente l’intera area. «Al momento non c’è alcuna certezza sulla conclusione delle operazioni – spiega il sindaco di Thiesi, Gianfranco Soletta –. La siccità ha impedito un’ulteriore massiccia fuoriuscita del Btz, ma se le piogge riprenderanno il fenomeno potrà riproporsi ancora in modo serio. La zona intanto continua ad essere monitorata dai tecnici degli enti competenti, ma non abbiamo idea per quanto tempo ancora dovranno proseguire i controlli». Anche se Soletta prevede ancora mesi di attento monitoraggio. E conclude: «Soltanto quando i tecnici ci diranno che l’inquinamento è eliminato potremo tirare un sospiro di sollievo». (p.f.)
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