Sul litorale ancora chioschi abusivi
di Salvatore Santoni
Ieri la commissione urbanistica di Sorso ha fatto il punto sulle strutture ricettive
2 MINUTI DI LETTURA
SORSO. La fascia costiera di Platamona a piccoli passi verso la rivoluzione dettata dal Piano di utilizzo del litorale. Ieri mattina la commissione Urbanistica del Comune di Sorso si è riunita in trasferta lungo la fascia costiera per fare il punto della situazione di vecchi e nuovi chioschi. I consiglieri comunali hanno toccato con mano i nuovi locali dei concessionari sul demanio marittimo e analizzato le situazioni non ancora conformi alla nuova pianificazione: gli abusivi.
La zona nella quale l’adeguamento urbanistico del Pul va a gonfie vele è quella tra la Rotonda e il primo pettine. In questo scorcio di Platamona ci sono i pionieri del Pul, imprenditori che hanno creduto nella rivoluzione del Pul fin dalla prima ora. Le loro nuove strutture bianche devono garantire ombreggio, pulizia spiagge, salvamento a mare, e avere aree dedicate per bar, infermeria, stoccaggio merci e i bagni per la clientela.
I concessionari hanno aperto le porte delle loro strutture, senza far mancare qualche consiglio. Alessandro Meloni, il gestore del Gazzosa Beach, si è fatto ambasciatore di alcune lamentele dei clienti: «Ieri (domenica per chi legge, ndc) si sono lamentati per la carenza di parcheggi, e molti sono andati via perché non ha trovato posto». In questo punto il problema è la vicinanza alle ruspe. I lavori del finanziamento regionale dei 9 milioni di euro richiedono molti mezzi meccanici e l’area di cantiere sta “rubando” stalli al posteggio che sorge davanti all’ex lido Iride.
Da parte sua, i consiglieri di maggioranza hanno annunciato che le lavorazioni si concluderanno entro il 20 di giugno.
Se da una parte la nuova pianificazione territoriale della fascia costiera ha convinto la maggior parte dei vecchi gestori dei chioschi di Platamona, dall’altra ci sono zone d’ombra nelle quali il Pul non ha ancora ingranato a dovere. Si tratta delle discese a mare numero due, quattro, cinque e sei. Al secondo pettine ci sono due chioschi a poca distanza l’uno dall’altro: uno si è adeguato, sull’altro pende un’ordinanza di demolizione e il gestore ha portato il Comune davanti al Tar.
Al quarto e al quinto entrambe le strutture sono state oggetto di ordinanza di demolizione: il primo è ancora in piedi, il secondo è in fase di smembramento. Anche al sesto pettine sorgono due strutture che devono essere demolite. Stesso discorso per il chiosco nel parcheggio antistante al lido di Sorso: è fuori dal limite demaniale ma è sotto ordinanza di demolizione.
La zona nella quale l’adeguamento urbanistico del Pul va a gonfie vele è quella tra la Rotonda e il primo pettine. In questo scorcio di Platamona ci sono i pionieri del Pul, imprenditori che hanno creduto nella rivoluzione del Pul fin dalla prima ora. Le loro nuove strutture bianche devono garantire ombreggio, pulizia spiagge, salvamento a mare, e avere aree dedicate per bar, infermeria, stoccaggio merci e i bagni per la clientela.
I concessionari hanno aperto le porte delle loro strutture, senza far mancare qualche consiglio. Alessandro Meloni, il gestore del Gazzosa Beach, si è fatto ambasciatore di alcune lamentele dei clienti: «Ieri (domenica per chi legge, ndc) si sono lamentati per la carenza di parcheggi, e molti sono andati via perché non ha trovato posto». In questo punto il problema è la vicinanza alle ruspe. I lavori del finanziamento regionale dei 9 milioni di euro richiedono molti mezzi meccanici e l’area di cantiere sta “rubando” stalli al posteggio che sorge davanti all’ex lido Iride.
Da parte sua, i consiglieri di maggioranza hanno annunciato che le lavorazioni si concluderanno entro il 20 di giugno.
Se da una parte la nuova pianificazione territoriale della fascia costiera ha convinto la maggior parte dei vecchi gestori dei chioschi di Platamona, dall’altra ci sono zone d’ombra nelle quali il Pul non ha ancora ingranato a dovere. Si tratta delle discese a mare numero due, quattro, cinque e sei. Al secondo pettine ci sono due chioschi a poca distanza l’uno dall’altro: uno si è adeguato, sull’altro pende un’ordinanza di demolizione e il gestore ha portato il Comune davanti al Tar.
Al quarto e al quinto entrambe le strutture sono state oggetto di ordinanza di demolizione: il primo è ancora in piedi, il secondo è in fase di smembramento. Anche al sesto pettine sorgono due strutture che devono essere demolite. Stesso discorso per il chiosco nel parcheggio antistante al lido di Sorso: è fuori dal limite demaniale ma è sotto ordinanza di demolizione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
