La Nuova Sardegna

Sassari

Bimba maltrattata alla scuola di danza 

di Gianni Bazzoni
Bimba maltrattata alla scuola di danza 

Indagate due sorelle, titolari della struttura. La denuncia della mamma: «Mia figlia umiliata e chiusa negli spogliatoi»

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SASSARI. Era una delle cose che le piaceva fare più di tutte, anche se dopo la prima fase positiva le lezioni erano diventate una sorta di incubo. Troppe difficoltà per una bambina, a cominciare dall’atteggiamento ostile dell’insegnante: così ha resistito per due anni, poi il suo disagio è emerso in maniera evidente, e la bambina di 10 anni ha raccontato tutto alla mamma che ha deciso di presentare denuncia alla polizia. Ora che le indagini sono concluse, due sorelle - A.S. insegnante di danza e L.S, segretaria della stessa scuola dove oltre alla danza si apprendono anche altre arti (musica e teatro) a Sassari - sono state denunciate per maltrattamenti di minori. E, con l’inchiesta ormai definita, il sostitutore procuratore Giovanni Porcheddu si appresta a chiedere il rinvio a giudizio delle due indagate alle quali, nei giorni scorsi, gli agenti della squadra mobile della questura hanno notificato l’avviso di chiusura indagini con relativa informazione di garanzia.
La storia - se verrà confermata in tutti i suoi aspetti durante il procedimento giudiziario - ha dell’incredibile. La bambina sarebbe stata ridicolizzata davanti alle altre allieve e in più occasioni l’insegnante le avrebbe urlato frasi irrispettose e gravemente offensive. Tutto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile di Sassari guidati dal dirigente Bibiana Pala che hanno agito in stretta collaborazione con gli esperti della Sezione minori e con una equipe di psicologi.
«Sei solo una bambina viziata, sei tonta e non apprendi niente», queste alcune delle frasi urlate alla piccola allieva. Ma nei due anni, gli episodi sarebbero stati sempre più numerosi, anche con situazioni che avrebbero portato l’insegnante a strattonare fisicamente la bambina.
Ma non ci sarebbe solo questo. Nei confronti della piccola allieva sarebbero state adottate anche punizioni definite esemplari. Costretta a restare all’ingresso della sala dove si svolgevano le lezioni, per esempio. Oppure rinchiusa nello spogliatoio, con la luce spenta mentre le altre allieve erano impegnate negli esercizi. Una situazione di violenza psicologica, aggravata - secondo quanto emerso nel corso delle indagini - dal fatto che la sorella dell’insegnante (quella con compiti di segretaria), mentre la minore si trovava nell’atrio, avrebbe continuato a rimproverarla e a redarguire chiunque cercasse di consolarla. Una «partecipazione diretta all’azione criminosa», secondo gli investigatori, con pieno appoggio a quanto attuato dall’insegnante.
I maltrattamenti - sempre stando a quanto valutato dagli investigatori della squadra mobile - sarebbero andati avanti per circa due anni. Una situazione terribile, alla quale la bambina avrebbe cercato di resistere per via della sua grande passione per la danza. Ma a un certo punto il suo disagio avrebbe innescato i primi sospetti: la piccola infatti non riposava la notte, e poi avrebbe chiesto di non andare più alle lezioni di danza. Una richiesta che aveva sorpreso i familiari. Poi la piccola era scoppiata in lacrime raccontando tutto a casa. A quel punto, considerando particolarmente grave la situazione, anche perché i presunti reati sarebbero stati commessi ai danni di una minore indifesa, la mamma della bambina ha deciso di presentare una dettagliata denuncia negli uffici della questura di Sassari.
L’indagine è stata affidata alla squadra mobile che - come prevede la legge in questi casi - ha coinvolto gli specialisti della Sezione minori e la bambina è stata sentita in ambiente protetto alla presenza di una equipe di psicologi. Un lungo racconto tra le lacrime che poi sarebbe stato supportato anche da una serie di conferme raccolte durante lo svolgimento dell’attività investigativa. Un lavoro che poi ha portato il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu a chiudere le indagini e a contestare alle due sorelle i maltrattamenti nei confronti della giovanissima allieva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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