La moglie di Seferovic partita da Sassari
Il 20enne è accusato dell’omicidio delle tre ragazzine bruciate nel rogo a Roma. La donna era seguita
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SASSARI. Il rom arrestato a Torino perché accusato di essere il presunto responsabile dell’omicidio delle tre ragazzine bruciate nel camper a Centocelle (è ritenuto anche l’autore dello scippo ai danni dalla ragazza cinese morta a Roma) è stato incastrato dalla polizia che seguiva le mosse della moglie. La donna è partita dal campo nomadi di Sassari - dove si trovava - si è imbarcata a Porto Torres sul traghetto per Genova e poi si è spostata in treno verso Torino. L’obiettivo - secondo gli investigatori - era proprio quello di raggiungere il marito che l’aspettava a Torino e poi fuggire all’estero (in Francia o in Belgio). Il rom ricercato in tutta Italia viveva in una roulotte a Torino, dove aveva probabilmente trovato rifugio dopo il rogo di Centocelle: è accusato di omicidio plurimo. Nel capoluogo piemontese, secondo quanto emerso nel corso dell’attività investigativa, vivono alcuni parenti della famiglia Seferovic, ma non è ancora chiaro con chi abbia condiviso la roulotte dal rogo dello scorso 10 maggio. Di certo si sa che l’attenzione era stata orientata in diversi campi nomadi dove si sospettava che il 20enne potesse avere trovato rifugio e la polizia aveva esteso i controlli in diverse regioni. Tra queste c’era pure la Sardegna e la moglie di Seferovic era stata individuata a Sassari. Una azione di vigilanza discreta (come quella sugli altri familiari), poi il campanello d’allarme quando la donna si è mossa e ha organizzato in fretta e furia la partenza. Seguita durante tutto il viaggio e fino a Torino, alla fine ha portato i poliziotti proprio dove si trovava il marito.
Le indagini dopo l’arresto di Serif Seferovic, proseguono. L'attenzione degli investigatori si sta concentrando su eventuali complici che la notte del 10 maggio sarebbero stati presenti quando è stata lanciata la molotov contro la roulotte dove sono morte le tre sorelline della famiglia Halilovic. Sicuramente su uno, un altro rom, indagato dalla procura di Roma, insieme al 20enne arrestato ieri. Gli inquirenti sono sicuri che sia Serif Seferovic l'uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza quella notte mentre lancia la bottiglia incendiaria contro il camper in cui dormiva la famiglia Halilovic. Il 20enne era stato arrestato circa 6 mesi fa per lo scippo della borsetta a Yao Zhang, la studentessa cinese morta poco dopo essere stata travolta da un treno nella periferia della Capitale, mentre tentava di inseguire i ladri. (g.b.)
Le indagini dopo l’arresto di Serif Seferovic, proseguono. L'attenzione degli investigatori si sta concentrando su eventuali complici che la notte del 10 maggio sarebbero stati presenti quando è stata lanciata la molotov contro la roulotte dove sono morte le tre sorelline della famiglia Halilovic. Sicuramente su uno, un altro rom, indagato dalla procura di Roma, insieme al 20enne arrestato ieri. Gli inquirenti sono sicuri che sia Serif Seferovic l'uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza quella notte mentre lancia la bottiglia incendiaria contro il camper in cui dormiva la famiglia Halilovic. Il 20enne era stato arrestato circa 6 mesi fa per lo scippo della borsetta a Yao Zhang, la studentessa cinese morta poco dopo essere stata travolta da un treno nella periferia della Capitale, mentre tentava di inseguire i ladri. (g.b.)
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