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Seminario arcivescovile restaurata la cappella

Seminario arcivescovile restaurata la cappella

SASSARI. La cappella del Seminario arcivescovile turritano ha ritrovato l’antico splendore. Ieri mattina l’arcivescovo Paolo Atzei ha inaugurato e benedetto la cappella restaurata e il nuovo altare...

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SASSARI. La cappella del Seminario arcivescovile turritano ha ritrovato l’antico splendore. Ieri mattina l’arcivescovo Paolo Atzei ha inaugurato e benedetto la cappella restaurata e il nuovo altare realizzato seguendo le norme del Concilio Vaticano II. La cerimonia si è svolta nella cappella gremita di fedeli, che hanno potuto ammirare il sapiente restauro concluso in circa un anno di lavoro sotto la direzione dell’architetto Monica Ortu e il controllo della Soprintendenza. Con il recupero sono state ripristinate le nicchie che allogavano nell'aula le statue del Sacro Cuore e della Medaglia Miracolosa, rimontata la balaustra, restaurate le pitture murali e i quattro Evangelisti presenti nei pennacchi, ridisegnata la pavimentazione, realizzato un nuovo altare secondo i dettami della riforma liturgica del Concilio Vaticano II e restaurato il vecchio. Le pitture murali risalgono agli anni Trenta dell’Ottocento, mentre l’antico altare è attribuito all’ingegno del frate-architetto, Antonio Cano, stimato diffusore dell’arte neoclassica in Sardegna.
La cappella è ospitata al primo piano dell’edificio costruito alla fine del 1500 per volere dell’arcivescovo Alfonso de Lorca, e in seguito ampliato più volte, prima dall’arcivescovo De Bertolinis, a metà del 1700, poi dal 1828 al 1824 dall’arcivescovo Caro Tommaso Arnosio, cui si deve in particolare proprio la realizzazione della cappella. L’intervento di restauro concluso nei giorni scorsi ha comportato un lavoro lungo e complesso. Come spiega l’architetto Ortu, il recupero del ciclo pittorico, risalente al 1830, è il risultato dell’asportazione di ben cinque cicli di pittura realizzati nell'arco di mezzo secolo; la ricostruzione dell'antico altare, effettuata con il metodo dell'anastilosi indiretta, è stata possibile grazie all'incrocio di dati fotografici, documentazione storica e di pezzi originali che sono stati pazientemente riassemblati. E infine la costruzione di un nuovo altare, realizzato rispettando rigorosamente gli schemi indicati dal Vaticano per l’esecuzione di questo genere di opere. (v.g.)

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