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Sassari

Batteri fecali, balneazione vietata allo Scoglio Lungo 

di Gavino Masia
Batteri fecali, balneazione vietata allo Scoglio Lungo 

Disposizione cautelativa del sindaco Wheeler dopo le analisi eseguite dall’Arpas Dei pochi bagnanti presenti ieri in spiaggia nessuno sapeva dell’emergenza

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PORTO TORRES. Il tratto di mare prospiciente la spiaggia dello Scoglio Lungo è interdetto alla balneazione dopo la comunicazione che l’Arpas ha inviato mercoledì al Comune di Porto Torres richiedendo l’emissione immediata dell’ordinanza sindacale di divieto temporaneo. Da una analisi delle acque del mare effettuata dall’Agenzia regionale è infatti risultato un fuori norma del parametro Escherichia Coli, che è un indicatore primario di contaminazione fecale e può causare gravi danni specialmente alla salute dei bambini.

Il sindaco Sean Wheeler ha così ottemperato alla comunicazione dell’Arpas e ha disposto il divieto temporaneo di balneazione nel tratto individuato attraverso una ordinanza pubblicata all’albo pretorio del Comune. In tutta la giornata ieri i bagnanti presenti sull’arenile preferito dalla famiglie erano però ignari del divieto di balneazione e nel primo pomeriggio anche la scuola di immersione “I Sette Mari” ha svolto le consueta attività subacquea nelle acque interdette con i giovani allievi. Davanti alla spiaggia non c’era infatti alcun cartello che indicava il fuori norma segnalato dall’Arpas e recepito dall’ordinanza del Comune, quindi chiunque voleva sfuggire dalla calura si immergeva tranquillamente in mare.

Probabilmente la forte pioggia caduta improvvisamente nella notte tra lunedì e martedì ha creato i soliti problemi ai tombini dello Scoglio Lungo, visto che all’interno dell’arenile c’è un solco che arriva fino alla battigia causato dal passaggio di un forte scarico d’acqua proveniente dai tombini. La colpa è del collettore fognario che va in pressione perché sottodimensionato e di questa criticità ne sono a conoscenza da diversi anni le amministrazioni comunali che si sono succedute. Una questione ambientale che aveva costretto il Corpo forestale ad effettuare un sopralluogo in tutto il Lungomare - dopo l’esposto formalizzato dal comitato “Tuteliamo il golfo dell’Asinara” - dopo che in una giornata di pioggia le acque della fogna avevano fatto saltare i tombini e, attraversando la spiaggia, erano finiti in mare. Durante l’indagine, inoltre, i membri del Comitato avevano collaborato con gli agenti della forestale per individuare il punto da cui sgorgavano i reflui, che a quanto pare risultavano fortemente contaminati da batteri fecali, azoto e fosforo. Situazioni che si conoscono quindi da tempo, sicuramente troppo, e ancora non è stato previsto alcun investimento concreto nel bilancio comunale per cercare di sanare un problema che rischia di penalizzare la collettività e pure i commercianti che offrono servizi proprio di fronte alla spiaggia. Gli esercenti hanno voluto investire in questo lembo di litorale credendo nelle potenzialità turistiche del Lungomare, ma giustamente pretendono che certe disfunzioni strutturali, conosciute dagli amministrastori, vengano risolte una volta per tutte senza ricorrere alle emergenze. Questa volta il divieto di balneazione è arrivato a inizio estate e - in attesa del ripristino dei valori fuori norma - non sarebbe male installare un cartello di avvertimento all’ingresso in acqua per i bagnanti di tutte le età. E magari cominciare anche con la pulizia della spiaggia.

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