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Il treno dei sogni e la dura realtà

Il treno dei sogni e la dura realtà

Potrebbe anche accadere, mai dire mai. Un bel giorno lontano qualcuno potrebbe davvero realizzare il progetto del supertreno Hyperloop che attraverserà con la velocità di un sospiro la Sardegna per...

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Potrebbe anche accadere, mai dire mai. Un bel giorno lontano qualcuno potrebbe davvero realizzare il progetto del supertreno Hyperloop che attraverserà con la velocità di un sospiro la Sardegna per raggiungere la Corsica (a proposito, con quali tempi di frenata?) a 1200 chilometri orari. Quel giorno, accomodati dentro il bozzolo ipertecnologico, saremo proiettati nel futuro e potremo finalmente dimenticare il passato che è il nostro presente. Potremo non pensare più con rabbia a quando un treno regionale ci metteva come minimo tre ore per attraversare l’isola. Metteremo senza alcun rimpianto nell’album delle foto in bianco e nero le immagini dei volti stanchi di studenti pendolari che abitano a pochi chilometri da Sassari e che devono accontentarsi, per andare e tornare da scuola, di pochi autobus a orari irrispettosi delle loro esigenze. E sorvoleremo volentieri anche sul ricordo sgradevole di quando, se dovevi prendere un aereo durante un ponte festivo, ti conveniva prenotare un mese prima perché sennò restavi a terra perché non c’era posto. Finalmente dimenticheremo di quando pensavamo che la continuità territoriale non serve a nulla, se l’aeroporto più vicino muore di inedia e di disinteresse istituzionale.

Ben venga, il treno Hyperloop a undici milioni al chilometro, se questo vuol dire anche che nel frattempo saranno stati risolti tutti gli altri problemi del trasporto sardo. Quaranta minuti del supertreno per coprire la distanza tra Cagliari e Bastia sono gli stessi, secondo più secondo meno, che ci si mette oggi per andare da Porto Torres ad Alghero e da Alghero a Sassari. Trentacinque chilometri. A Porto Torres c’è un porto internazionale. Ad Alghero c’è l’aeroporto. A Sassari dovrebbe esserci la cabina di regia della rete metropolitana.

A Porto Torres, da lunedì, ogni settimana attracca una nave da crociera con migliaia di vacanzieri che vanno e vengono dall’isola. E qualche volta si fermano. Ad Alghero c’è un aeroporto dove da fine aprile stanno atterrando gli aerei carichi di ciclisti, piloti, allenatori. Porto e aeroporto erano, sono e devono continuare ad essere le porte del nord ovest della Sardegna.

Aspettando il supertreno che li porti a Bastia in un battibaleno, come comparse di un film di fantascienza, i nostri amministratori locali potrebbero sedersi intorno a un tavolo per decidere il futuro dei trasporti di noi persone normali. Che vogliamo semplicemente viaggiare. Oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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