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Sassari

Migranti in piazza: «Come in prigione» 

Migranti in piazza: «Come in prigione» 

Sono arrivati da Palmadula per protestare davanti alla Prefettura. Cibo scarso, niente acqua e wifi

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SASSARI. Una trentina di migranti ospiti del centro di accoglienza di Palmadula hanno protestato pacificamente ieri mattina davanti alla Prefettura di Sassari. Hanno rappresentato le difficoltà più gravi con le quali si trovano a confrontare tutti i giorni, in un centro lontano e assolutamente scollegato. E messo in evidenza le lungaggini che - secondo loro - condizionano il rilascio dei documenti richiesti per il permesso di soggiorno.

La protesta è durata poco più di un’ora ed è servita anche a rendere pubbliche le condizioni nelle quali - secondo quanto denunciato - si trovano i migranti a Palmadula.

«Da due mesi manca l’insegnante di italiano – hanno spiegato - e anche le comunicazioni più semplici diventano impossibili. Così nascono incomprensioni che aggiungono ulteriori tensioni a quelle già esistenti». E poi c’è il capitolo cibo: «Dove siamo ospitati non c’è acqua potabile, il cibo che ci viene somministrato è scarso e inadeguato e non tiene conto di etnie differenti». Per spiegare il senso della protesta, i manifestanti hanno anche mostrato alcune foto scattate con i cellulari del pane raffermo da giorni servito a tavola.

L’altro aspetto toccato e rappresentato ai funzionari della prefettura è stato quello del wifi: «È l’unico filo che ci consente di mantenere un legame con la nostra terra e i nostri cari – hanno spiegato – ma nel centro di Palmadula il servizio non è presente. Siamo esclusi da tutto e non possiamo comunicare in alcun modo. È come essere in una prigione».

La protesta di ieri mattina riporta d’attualità le condizioni in cui si trovano gran parte dei centri di accoglienza: servizi scarsi o inesistenti, vecchi stabili trasformati in contenitori umani e la gestione dei flussi dei migranti che diventa una operazione sempre più complicata. Quella di ieri rischia di essere la prima di una lunga serie di proteste nel territorio.

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