convegno in sala angioy
Parlamento europeo e parità di genere
SASSARI. Venerdì nella sala Angioy di piazza d’Italia, alle 17 si partirà dalla “Risoluzione del Parlamento Europeo del 13 settembre 2016 sulla creazione di condizioni del mercato del lavoro...
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SASSARI. Venerdì nella sala Angioy di piazza d’Italia, alle 17 si partirà dalla “Risoluzione del Parlamento Europeo del 13 settembre 2016 sulla creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale”, per allargare il discorso sulla parità di genere. Affronteranno l’argomento Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità; Maria Antonietta Sale, Consigliera Provinciale di Parità effettiva e Sandra Manca, Consigliera Provinciale di Parità supplente.
Negli ultimi decenni il tradizionale concetto dei ruoli sociali di uomini e donne nella Ue ha subito profonde modificazioni così come anche l'istituto della famiglia che vede affermarsi differenti tipologie rispetto a quella tradizionale: omossessuali, monogenitoriali, coppie di fatto etc. Sebbene la Carta dei diritti fondamentali dell' UE sancisca come diritto inalienabile la parità tra uomini e donne e vieti qualsiasi discriminazione basata sul genere, in tutti i settori compresa la vita professionale e privata, questo obiettivo è lungi dall'essere raggiunto. E contro questa enunciazione di diritti ci troviamo di fronte ad una organizzazione del lavoro che risponde essenzialmente al profitto, tralasciando il benessere lavorativo e la qualità della vita di chi lavora.
Ecco perché questa risoluzione viene a fermare le lancette dell'orologio “organizzazione lavoro” dei vari Stati Membri, stimolando tempi di cura e di lavoro rispettosi della parità di genere e delle responsabilità familiari che da essa deriva e in ultima analisi della qualità della vita dei singoli e della comunità in generale, volta verso un condivisione di responsabilità tra uomini e donne nei confronti delle famiglie di cui fanno parte.
Negli ultimi decenni il tradizionale concetto dei ruoli sociali di uomini e donne nella Ue ha subito profonde modificazioni così come anche l'istituto della famiglia che vede affermarsi differenti tipologie rispetto a quella tradizionale: omossessuali, monogenitoriali, coppie di fatto etc. Sebbene la Carta dei diritti fondamentali dell' UE sancisca come diritto inalienabile la parità tra uomini e donne e vieti qualsiasi discriminazione basata sul genere, in tutti i settori compresa la vita professionale e privata, questo obiettivo è lungi dall'essere raggiunto. E contro questa enunciazione di diritti ci troviamo di fronte ad una organizzazione del lavoro che risponde essenzialmente al profitto, tralasciando il benessere lavorativo e la qualità della vita di chi lavora.
Ecco perché questa risoluzione viene a fermare le lancette dell'orologio “organizzazione lavoro” dei vari Stati Membri, stimolando tempi di cura e di lavoro rispettosi della parità di genere e delle responsabilità familiari che da essa deriva e in ultima analisi della qualità della vita dei singoli e della comunità in generale, volta verso un condivisione di responsabilità tra uomini e donne nei confronti delle famiglie di cui fanno parte.
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