Donna incinta trova ladro in casa a Porto Torres
di Gavino Masia
Momenti di paura in una abitazione del Lungomare. L’uomo scappa in bici con la borsetta e 150 euro
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PORTO TORRES. Una signora incinta di sette mesi che dormiva in camera da letto con il figlio di 10 anni è stata svegliata dalla presenza di una persona che era entrata in casa con l’intento di rubare. Il grave fatto è accaduto nella notte tra domenica e lunedì in una abitazione sul Lungomare turritano. Alle 5 del mattino la donna ha notato la sagoma di una persona che è comparsa improvvisamente davanti alla porta della camera da letto.
«Il cagnolino che dormiva vicino al letto si è alzato improvvisamente e si è diretto verso la porta – racconta la donna – e seguendolo con lo sguardo mi sono accorta che c’era una figura davanti alla stanza: mi sono spaventata ma ho cercato di capire bene cosa stesse accadendo. E quando mi sono alzata l’ho trovato di fronte a me, era un ragazzo di colore».
Da quel momento panico e grida per richiamare l’attenzione del marito che dormiva nella stanza accanto. A quel punto il ladro ha pensato bene di scappare: in pochi attimi ha saltato veranda e cancello della proprietà privata e si è poi allontanato con una bicicletta che aveva momentaneamente appoggiato al muro dell’edificio.
«Nel frattempo che mio marito - assieme ad altri vicini - hanno cercato di raggiungere il fuggitivo – racconta ancora la donna – ho chiamato i carabinieri e successivamente ho presentando denuncia sull’accaduto». La mattina seguente, a mente fredda, la signora ha pensato che dalla propria abitazione non era sparito alcun oggetto, ma una telefonata di un ristoratore cittadino, a mezzogiorno, ha di fatto chiarito definitivamente la situazione. «Mi hanno chiamato da un ristorante locale dicendo che il giorno prima avevo dimenticato di prendere la mia borsetta – dice – e da li ho capito che, essendo rimasta sempre a casa la domenica, la borsa era stata abbandonata da chi me l’aveva portata via. Infatti sono spariti anche i 150 euro che servivano come anticipo della culla per la bambina che nascerà, ma arrivati a questo punto mi rendo conto che in fondo è andata bene. Poteva anche finire in tragedia, gli esempi non mancano».
La borsetta sparita è stata abbandonata su una delle sedie esterne del ristorante “Il Mare”e i proprietari hanno chiamato gentilmente la signora la mattina seguente credendo che l’avesse dimenticata.
«Da quel giorno non riesco più a dormire – racconta piangendo la signora – e quando mi sveglio alle 4 vado a chiudere tutte le porte della casa, sono terrorizzata: mi chiedo come mai questa persona si sia azzardata a entrare in casa pur sapendo che nel piazzale c’erano due auto e all’interno, quindi, poteva esserci gente».
Due gli interrogativi posti dlla signora che guarda alla sicurezza più generale della città: «Possibile che io debba avere paura di vivere dentro casa mia? Era una persona di colore quella che è entrata in casa, e allora aggiungo: chi gestisce le strutture di accoglienza non dovrebbe sapere chi entra e chi esce di notte? La prossima settimana ho chiesto un appuntamento al sindaco, non voglio che finisca così . Mi rivolgerò anche alla Procura per capire se ci sono gli estremi per ravvisare responsabilità dei responsabili dei centri di accoglienza».
«Il cagnolino che dormiva vicino al letto si è alzato improvvisamente e si è diretto verso la porta – racconta la donna – e seguendolo con lo sguardo mi sono accorta che c’era una figura davanti alla stanza: mi sono spaventata ma ho cercato di capire bene cosa stesse accadendo. E quando mi sono alzata l’ho trovato di fronte a me, era un ragazzo di colore».
Da quel momento panico e grida per richiamare l’attenzione del marito che dormiva nella stanza accanto. A quel punto il ladro ha pensato bene di scappare: in pochi attimi ha saltato veranda e cancello della proprietà privata e si è poi allontanato con una bicicletta che aveva momentaneamente appoggiato al muro dell’edificio.
«Nel frattempo che mio marito - assieme ad altri vicini - hanno cercato di raggiungere il fuggitivo – racconta ancora la donna – ho chiamato i carabinieri e successivamente ho presentando denuncia sull’accaduto». La mattina seguente, a mente fredda, la signora ha pensato che dalla propria abitazione non era sparito alcun oggetto, ma una telefonata di un ristoratore cittadino, a mezzogiorno, ha di fatto chiarito definitivamente la situazione. «Mi hanno chiamato da un ristorante locale dicendo che il giorno prima avevo dimenticato di prendere la mia borsetta – dice – e da li ho capito che, essendo rimasta sempre a casa la domenica, la borsa era stata abbandonata da chi me l’aveva portata via. Infatti sono spariti anche i 150 euro che servivano come anticipo della culla per la bambina che nascerà, ma arrivati a questo punto mi rendo conto che in fondo è andata bene. Poteva anche finire in tragedia, gli esempi non mancano».
La borsetta sparita è stata abbandonata su una delle sedie esterne del ristorante “Il Mare”e i proprietari hanno chiamato gentilmente la signora la mattina seguente credendo che l’avesse dimenticata.
«Da quel giorno non riesco più a dormire – racconta piangendo la signora – e quando mi sveglio alle 4 vado a chiudere tutte le porte della casa, sono terrorizzata: mi chiedo come mai questa persona si sia azzardata a entrare in casa pur sapendo che nel piazzale c’erano due auto e all’interno, quindi, poteva esserci gente».
Due gli interrogativi posti dlla signora che guarda alla sicurezza più generale della città: «Possibile che io debba avere paura di vivere dentro casa mia? Era una persona di colore quella che è entrata in casa, e allora aggiungo: chi gestisce le strutture di accoglienza non dovrebbe sapere chi entra e chi esce di notte? La prossima settimana ho chiesto un appuntamento al sindaco, non voglio che finisca così . Mi rivolgerò anche alla Procura per capire se ci sono gli estremi per ravvisare responsabilità dei responsabili dei centri di accoglienza».
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