Emergenza criminalità, cresce l’allarme in città
di Gavino Masia
Escalation di attentati incendiari, atti di vandalismo e furti nelle abitazioni Il sardista Davide Tellini chiede la convocazione del comitato per la sicurezza
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. Gli episodi di criminalità stanno diventando purtroppo quotidianità in città (auto bruciate, atti di vandalismo al patrimonio pubblico e privato, furti nelle case) e questo crea non poca preoccupazione nella popolazione in tema di sicurezza.
Durante le ore notturne, alcune zone di Porto Torres sono terra di nessuno e non basta il controllo delle forze dell’ordine quando il loro campo d’azione comprende un territorio vastissimo che tocca diverse località. Del supporto del volontariato in tema di controllo, richiesto mesi fa dai consiglieri comunali, non si è invece saputo più nulla e meno che mai delle azioni da adottare per avere più tranquillità nelle case e sulle strade quando cala la sera. Di fronte a questo silenzio, per certi versi preoccupante, c’è l’interrogazione urgente al sindaco protocollata dal consigliere Davide Tellini per richiedere con forza la convocazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica: «Per illustrare – dice - la situazione creatasi in città e stringere con gli organismi partecipanti un “patto per la sicurezza in città”».
L’esponente sardista, nel contesto generale, ritiene questione fondamentale anche l’emergenza dell’arrivo dei migranti e la responsabilità del sindaco in termini di ordine pubblico e sicurezza sul territorio. «L’amministrazione deve chiarire la sua posizione in merito ai migranti attualmente residenti nel nostro territorio – aggiunge –, considerato che si è creato in città allarmismo fra gli abitanti che manifestano una non conoscenza dei progetti in atto e di eventuali altri progetti in essere o futuri: precisare inoltre chi abbia il compito di vigilare sulle cooperative onlus operanti all’interno dei progetti e su chi in Comune possa essere informato e competente per rispondere ai dubbi e alle perplessità dei cittadini ma anche dei migranti stessi».
Specificare quali diritti e doveri abbia il Comune nel momento in cui arrivano i migranti quindi, sia attraverso un progetto emergenziale e sia un progetto Sprar, e quali siano le attività e le forze messe sul progetto.
Secondo il consigliere comunale sardita è necessario adoperarsi per fornire ai migranti una identità e una funzione sociale: «Accertare in primis le motivazioni che inducono loro a chiedere la carità per strada, in considerazione del fatto che gli stessi ragazzi sono spesso ospiti di apposite strutture di accoglienza e destinatari di progetti di integrazione sociale, perché c’è da tutelare la dignità di queste persone e, al tempo stesso, monitorare e evitare lo svilupparsi di un sistema, quello dell’accattonaggio, che va a ledere la dignità della persona stessa».
Durante le ore notturne, alcune zone di Porto Torres sono terra di nessuno e non basta il controllo delle forze dell’ordine quando il loro campo d’azione comprende un territorio vastissimo che tocca diverse località. Del supporto del volontariato in tema di controllo, richiesto mesi fa dai consiglieri comunali, non si è invece saputo più nulla e meno che mai delle azioni da adottare per avere più tranquillità nelle case e sulle strade quando cala la sera. Di fronte a questo silenzio, per certi versi preoccupante, c’è l’interrogazione urgente al sindaco protocollata dal consigliere Davide Tellini per richiedere con forza la convocazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica: «Per illustrare – dice - la situazione creatasi in città e stringere con gli organismi partecipanti un “patto per la sicurezza in città”».
L’esponente sardista, nel contesto generale, ritiene questione fondamentale anche l’emergenza dell’arrivo dei migranti e la responsabilità del sindaco in termini di ordine pubblico e sicurezza sul territorio. «L’amministrazione deve chiarire la sua posizione in merito ai migranti attualmente residenti nel nostro territorio – aggiunge –, considerato che si è creato in città allarmismo fra gli abitanti che manifestano una non conoscenza dei progetti in atto e di eventuali altri progetti in essere o futuri: precisare inoltre chi abbia il compito di vigilare sulle cooperative onlus operanti all’interno dei progetti e su chi in Comune possa essere informato e competente per rispondere ai dubbi e alle perplessità dei cittadini ma anche dei migranti stessi».
Specificare quali diritti e doveri abbia il Comune nel momento in cui arrivano i migranti quindi, sia attraverso un progetto emergenziale e sia un progetto Sprar, e quali siano le attività e le forze messe sul progetto.
Secondo il consigliere comunale sardita è necessario adoperarsi per fornire ai migranti una identità e una funzione sociale: «Accertare in primis le motivazioni che inducono loro a chiedere la carità per strada, in considerazione del fatto che gli stessi ragazzi sono spesso ospiti di apposite strutture di accoglienza e destinatari di progetti di integrazione sociale, perché c’è da tutelare la dignità di queste persone e, al tempo stesso, monitorare e evitare lo svilupparsi di un sistema, quello dell’accattonaggio, che va a ledere la dignità della persona stessa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
