La Nuova Sardegna

Sassari

Pace nel Pd, tutto rimandato 

di Giovanni Bua
Pace nel Pd, tutto rimandato 

Venerdì il rinvio a tarda notte dopo una lunga discussione, domani alle 18 l’ennesimo incontro

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SASSARI. Contrordine compagni. La pace nel Pd, che tutti ieri davano per siglata a tarda notte, non è ancora cosa fatta. Dopo tre ore di dibattito, a cui i big Dem presenti al completo in via Mazzini, hanno assistito solo da spettatori, Luca Taras, che conduceva i lavori della direzione, ha aggiornato il tutto a domani sera alle 18. Troppo tarda l’ora, si era fatta quasi mezzanotte, troppo embrionale la fase di discussione, troppe le bozze di documenti che giravano (nessuna ufficialmente presentata). E soprattutto ancora un punto interrogativo pesante da rimuovere, quello calato sul tavolo della corrente Manca-Carbini, per nulla soddisfatta dell’intervento del sindaco e delle soluzioni prospettate dal primo cittadino nel suo lungo intervento introduttivo.

Il tutto condito da una lunga critica-autocritica collettiva da cui nessuno degli intervenuti si è sottratto, con molti consiglieri ed ex assessori (dopo l’introduzione del segretari provinciale Cordedda hanno parlato tra gli altri Gianni Carbini, Antonio Piu, Simone Campus, Carla Fundoni, Mario Pala, Giuseppe Mascia) che hanno ribadito noti problemi e possibili soluzioni: cambio di passo, metodo, merito e prospettiva, e soprattutto gestione condivisa delle scelte con ritorno del partito come luogo principe di discussione e decisione.

Un momento di riflessione complessiva che deve sedimentare nel fine settimana e traguardare nel documento finale che vedrà la luce lunedì, a essere particolarmente ottimisti. O, togliendosi gli occhiali rosa, l’ultima curva a gomito che il sindaco Sanna deve affrontare prima di rimettersi in carreggiata. Se infatti sul testo da condividere, abbastanza digeribile per tutti, l’accordo sembra a un passo, il diavolo come sempre si nasconde nei dettagli.

Il più grande di tutti è sicuramente la rosa dei nomi degli assessori, che l’altro ieri già circolava anche se nessuno ne ha fatto chiaramente parola. La soluzione principe sembra quella di un rientro dei ranghi di gran parte della giunta uscente (escludendo un passo indietro davvero difficile da immaginare di Gianni Carbini) magari con qualche limatura alle deleghe per tentare di riequilibrare pesi interni nel partito nel mentre decisamente mutati.

Non si esclude però che, nel caso qualche big decida all’ultimo un passo indietro, si sia costretti a un reset totale.

Quel che è certo è che non si potrà andare avanti più di qualche giorno. Già saltare il consiglio comunale ipotizzato per martedì è un bel problema, non nominare gli assessori entro la settimana prossima (si parla di giovedì) rischierebbe di diventare un vero dramma. Il tutto con buona pace degli alleati, che per ora si sono limitati a chiedere una celere soluzione, dicendosi pronti a confermare gli uscenti, ma che se si arriverà al tutti contro tutti vorranno sicuramente dire con forza la loro.

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