Scompaiono le casalinghe, mezzo milione in meno in Italia
Nel 2016 erano 7 milioni 338mila, in dieci anni si sono ridotte di ben 518mila. Over 65 e più superano i 3 milioni (40,9% del totale). Under 35 sono solo l'8,5%
ROMA. Più povere, più anziane, più sole. Nel 2016 le donne che si riconoscono come casalinghe in Italia sono oltre mezzo milione in meno di dieci anni prima, ma ancora contano 7 milioni e 338 mila anime, pronte a difendere nel mondo il mito e lo stereotipo della mamma italiana tutta casa e famiglia. C
ome vuole la leggenda, nella maggior parte dei casi vivono al Centro Sud e oltre una su due non ha mai lavorato al di fuori delle mura domestiche ma la loro età media è più alta di un tempo, e ha raggiunto i 60 anni. Così una casalinga su cinque si trova a vivere da sola, magari perché i figli hanno lasciato il nido ed è vedova o divorziata.
A raccontare le massaie del terzo millennio ci pensa l’Istat nel rapporto «Le casalinghe in Italia. Anno 2016» dove descrive una vita fatta di tanto lavoro, in media quasi 49 ore a settimana, più di molti impiegati; pochi soldi, che sono scarsi o insufficienti per una su due; e poco svago. Meno di una casalinga su tre va al cinema, anche solo una volta all’anno, o legge almeno un libro e ancora meno frequentano concerti, mostre e musei. Internet non fa parte della vita quotidiana di queste donne, tra le quali solo due su dieci navigano abitualmente, e anche le più giovani sono poco connesse: usa il web appena il 41,4%.
La situazione delle 625 mila ragazze sotto i 35 anni che si dedicano solo alla casa è particolarmente delicata. Dichiarano di non cercare un impiego per motivi familiari ma questa situazione le espone a rischi economici e sociali di gran lunga superiore a quelli delle coetanee che lavorano. Una giovane casalinga su cinque vive in povertà assoluta (il 20%), a fronte del 5,3% delle coetanee lavoratrici e del 4,8% delle casalinghe più anziane.
Anche in generale, la situazione economica delle donne di casa «non è buona», osserva l’Istat: oltre 700 mila sono quelle assolutamente indigenti nel 2015, con risorse insufficienti per comprare i beni e servizi essenziali per una vita dignitosa e 600 mila hanno cercato lavoro ma hanno perso le speranze di trovarlo. Ancora oggi solo il 37,7% delle casalinghe ha un bancomat o una carta di credito e la maggioranza di loro si trova a chiedere al marito i soldi anche per le piccole spese quotidiane. Eppure qualcosa sta cambiando nel rapporto tra uomini e donne pure nelle famiglie più tradizionali. Il carico di lavoro familiare svolto dalle casalinghe è passato dall’89,6% del 1989 all’80,3% del 2014.
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