Ersu: «Sei punti in più per le borse di studio»
La graduatoria Censis premia i fondi stanziati per aiutare gli studenti meritevoli Il Cda dell’ente sassarese: «Un grande risultato raggiunto con l’impegno di tutti»
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SASSARI. La graduatoria del Censis non ha deluso l’Ersu Sassari che, leggendo i numeri che hanno portato al terzo posto l’ateneo cittadino nella graduatoria delle Università medie, si dice soddisfatto anche per il proprio risultato. L’Ente regionale per il diritto allo studio, guidato a Sassari da Gianni Poggiu, nell’anno accademico ha registrato un aumento di sei punti nel parametro riguardante l’erogazione delle borse di studio. Oltre a esprimere «grande soddisfazione per il risultato raggiunto», il Cda dell’ente nei giorni scorsi ha dato qualche numero sull’anno in corso.
«Con lo stanziamento di oltre sei milioni e mezzo di euro – si legge in una nota – l’Ersu ha potuto soddisfare il 100 per cento delle richieste di contributo degli aventi diritto, precisamente 2.456 studenti. Anche nell’anno accademico precedente l’ente era riuscito ad accontentare tutti gli studenti in possesso dei requisiti per ottenere il sussidio, ovvero 1835 borse di studio, per uno stanziamento complessivo di circa 5.438.000 euro».
«Si tratta – commenta il Cda – di grandi risultati raggiunti grazie all’impegno di tutti, dalla Regione che ha incrementato le risorse destinate all’ente, finalizzate ad incrementare i servizi per garantire il diritto allo studio, fino al lavoro strategico del Cda e del suo presidente che credono fortemente nel grande potenziale della città di Sassari come polo di eccellenza per l’alta formazione in Italia».
«Siamo orgogliosi di aver ottenuto sei punti in più rispetto al 2016 per le borse di studio – commenta Gianni Poggiu –, a dimostrazione dell’impegno di una squadra intera che ha lavorato con un unico obiettivo, garantire un sussidio a tutti gli aventi diritto iscritti a Sassari. Ma siamo altrettanto felici di aver collaborato con Uniss ad un progetto internazionale che, è vero, ci ha penalizzato in termini di analisi secca dei numeri da parte del Censis, ma ha portato Sassari a candidarsi ad un ruolo accademico strategico nel bacino del mediterraneo». Il calo del 3 per cento registrato alla voce “servizi” viene spiegato con il «cospicuo numero di posti letti riservato per rendere possibile un progetto internazionale di studio con il Maghreb e poter garantire ospitalità nelle residenze universitarie a circa cinquanta studentesse e studenti provenienti da questa particolare regione del Nord Africa». «tali posti letto – spiegano all’Ersu non sono quindi stati inseriti nell’annuale bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto, creando una conseguente svalutazione di circa tre punti rispetto allo scorso anno nel paramentro “servizi”».
«Abbiamo perso tre punti – è la conclusione di Gianni Poggiu – ma abbiamo contribuito a far laureare a Sassari i primi studenti magrebini e questo vale più di ogni altra cosa».
«Con lo stanziamento di oltre sei milioni e mezzo di euro – si legge in una nota – l’Ersu ha potuto soddisfare il 100 per cento delle richieste di contributo degli aventi diritto, precisamente 2.456 studenti. Anche nell’anno accademico precedente l’ente era riuscito ad accontentare tutti gli studenti in possesso dei requisiti per ottenere il sussidio, ovvero 1835 borse di studio, per uno stanziamento complessivo di circa 5.438.000 euro».
«Si tratta – commenta il Cda – di grandi risultati raggiunti grazie all’impegno di tutti, dalla Regione che ha incrementato le risorse destinate all’ente, finalizzate ad incrementare i servizi per garantire il diritto allo studio, fino al lavoro strategico del Cda e del suo presidente che credono fortemente nel grande potenziale della città di Sassari come polo di eccellenza per l’alta formazione in Italia».
«Siamo orgogliosi di aver ottenuto sei punti in più rispetto al 2016 per le borse di studio – commenta Gianni Poggiu –, a dimostrazione dell’impegno di una squadra intera che ha lavorato con un unico obiettivo, garantire un sussidio a tutti gli aventi diritto iscritti a Sassari. Ma siamo altrettanto felici di aver collaborato con Uniss ad un progetto internazionale che, è vero, ci ha penalizzato in termini di analisi secca dei numeri da parte del Censis, ma ha portato Sassari a candidarsi ad un ruolo accademico strategico nel bacino del mediterraneo». Il calo del 3 per cento registrato alla voce “servizi” viene spiegato con il «cospicuo numero di posti letti riservato per rendere possibile un progetto internazionale di studio con il Maghreb e poter garantire ospitalità nelle residenze universitarie a circa cinquanta studentesse e studenti provenienti da questa particolare regione del Nord Africa». «tali posti letto – spiegano all’Ersu non sono quindi stati inseriti nell’annuale bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto, creando una conseguente svalutazione di circa tre punti rispetto allo scorso anno nel paramentro “servizi”».
«Abbiamo perso tre punti – è la conclusione di Gianni Poggiu – ma abbiamo contribuito a far laureare a Sassari i primi studenti magrebini e questo vale più di ogni altra cosa».
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