Asinara, arriva la tassa di sbarco Gli operatori: non superi i 2 euro
di Gavino Masia
Dal primo agosto i visitatori del Parco dovranno pagare un contributo per accedere all’isola Levata di scudi anche della minoranza in consiglio comunale: «Non farà crescere il turismo»
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PORTO TORRES. La maggioranza pentastellata è più che mai decisa ad avviare dal primo agosto il contributo di sbarco per chi vuole visitare il Parco nazionale dell’Asinara (questa mattina è prevista una commissione consiliare per la modifica al regolamento) e nel frattempo si levano forti critiche da parte degli operatori e della politica per una decisione che rischia di penalizzare il movimento turistico estivo nell’isola-parco. La prima levata di scudi è della associazione degli operatori del Parco, che raggruppa 42 aziende, che intende rimarcare il proprio disappunto: «Abbiamo rimarcato la criticità nella fase di start up - ricordano il presidente e il vice di Ass.o.Asinara, Antonello Gadau e Veronica Pisu - e proponemmo di partire con il cambio del nome da tassa a contributo e anche l’importo sul quantum: già dai primi incontri svolti in Comune con la parte politica e con gli uffici avevamo chiesto che la quota massima non doveva superare le 2 euro nella fase sperimentale». Questo perché alla fine della stagione si sarebbe quantificato l’ammontare riscosso e l’associazione avrebbe proposto delle linee di intervento. «Certi di avere ancora maggiore chiarezza sui vettori che sono obbligati alla riscossione del tributo - aggiungo Gadau e Pisu - rimaniamo ancora in attesa che l’amministrazione completi i servizi che verranno finanziati dal contributo di sbarco». Anche per la segreteria cittadina del Pd la soluzione adottata dalla maggioranza penstastellata avvantaggerebbe solo il “visitatore free”: «Ossia quello che non paga le guide e i servizi che offrono gli operatori – dice il segretario Mirko Luiu -, ovvero coloro che per tutto l’anno si muovono alla ricerca di turisti tramite promozioni, campagne pubblicitarie, accordi con tour operator, realizzando investimenti, sostenendo costi e accollandosi anche l’onere di riscuotere il contributo di sbarco da cui non trarranno alcun beneficio». Per il Pd il contributo di sbarco non può dunque servire a calmierare un settore (il trasporto pubblico senza visita guidata), che per di più è in diretta concorrenza con quello che permette di finanziare il contributo stesso per gli operatori che offrono visite guidate e che rappresentano l’anima dell’accoglienza sull’isola. «Penso che l’applicazione del contributo di sbarco sia un errore che in prospettiva non farà crescere il parco - dice il vicepresidente dell’Ente Parco Antonio Diana - e voglio aggiungere che come Ente non siamo mai stati coinvolti in alcun modo sulla tassa, sull’importo e sull’impiego delle eventuali entrate: credo, ad esempio, che finanziare le corse dell’Atp crei una concorrenza sleale nei confronti degli operatori che già operano. Questo tipo di orientamento delle risorse, in prospettiva, abbasseranno la qualità dei servizi offerti».
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