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Il “Bar Gianni” di viale Sicilia festeggia cinquant’anni

SASSARI. Negli anni Sessanta spopolava il celebre spot di un amaro in cui Ernesto Calindri, seduto a un tavolino in mezzo a una strada trafficata, beveva e recitava lo slogan “contro il logorio della...

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SASSARI. Negli anni Sessanta spopolava il celebre spot di un amaro in cui Ernesto Calindri, seduto a un tavolino in mezzo a una strada trafficata, beveva e recitava lo slogan “contro il logorio della vita moderna”. A Sassari, negli stessi anni, qualcuno si divertiva a imitarlo ma su una strada che, allora, era pressoché deserta.

Era il consueto spirito allegro degli amici del Bar Gianni di viale Sicilia a regalare questi momenti di svago. Il 22 luglio scorso quella che, stando alle direttive regionali, si definisce “un’attività storica”, ha compiuto 50 anni. Nessun palazzo antico o finitura di pregio ma una continuità lavorativa che, nonostante i tempi difficili, ha superato mille tempeste. Tutto ha inizio nell’estate del 1967 quando Gianni Pazzona, esperto tostatore di caffè alla torrefazione Brazil del Corso Vittorio Emanuele, lancia la sua sfida: aprire un bar in una zona che non conosce, ancora poco frequentata e lontana dal centro storico. Sfogliare il libro dei ricordi non è facile, soprattutto per la moglie Francesca Toschi Pilo che con Gianni ha condiviso tutto e da cui si è dovuta separare nel 1993, perché un male in curabile se l’è portato via. Andare indietro nel tempo vuol dire tornare agli anni in cui l’attività di mescita degli alcolici non era concessa a tutti e si dovevano aspettare i mesi estivi per avere una licenza speciale per bevande come il vino chinato o il Rosso Antico. Quando le leggi cambiano, e l’attività cresce, Francesca, dopo anni di salumeria, si improvvisa aiutante del marito.

Il bar diventa il luogo di ritrovo per chi aveva le attività nella zona. Qualcuna poi si è trasferita altrove, come la ditta Carlini del signor Achille, grande amico dei due coniugi. Qualcuna è ancora lì, come gli uffici delle Ferrovie della Sardegna. Dopo tanti anni è stato chiuso anche il garage della Polizia in cui, oltre all’autorimessa, c’erano i cameroni all’interno dei quali dormivano i poliziotti che si alternavano con i turni. Tanti altri esercizi commerciali hanno aperto e chiuso nel corso degli anni, insieme al sorgere di nuovi palazzi, cambiando spesso la fisionomia di questa zona del Monte; quasi un piccolo paese, dove tutti si conoscono e dove non manca nulla.

Oggi anche la giovane Iside è dietro quel bancone insieme alla madre Francesca e allo zio Giuseppe, a dispensare sorrisi. Ed è lei a tirar fuori le vecchie foto e a voler ricordare, con affetto e nostalgia, questo importante traguardo. Un modo per rendere merito al lavoro di chi ha iniziato tutto cinquanta anni fa, lungo quella strada dove si giocava a soffietto e il giro d’Italia si faceva con i tappi delle birre, mentre in tv si davano battaglia Gimondi ed Eddy Merckx.

Giulia Bardanzellu

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