La Nuova Sardegna

Sassari

Crolli a Santa Maria, una rete salverà il Voto

di Antonio Meloni
Crolli a Santa Maria, una rete salverà il Voto

L’ufficio tecnico del Comune dà il via libera alla cerimonia del 14 agosto Una protezione sotto la volta per scongiurare pericoli di crolli sui Candelieri

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SASSARI. La cerimonia del Voto è salva, il sacro rito che il 14 agosto chiude la discesa dei candelieri si svolgerà regolarmente all’interno della chiesa di Santa Maria. Con una decisione salomonica presa nel tardo pomeriggio di ieri, i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune hanno autorizzato gli operai a montare una rete protettiva sotto la volta del cupolone per scongiurare il pericolo che eventuali ulteriori crolli possano funestare la celebrazione del rito che chiude la Faradda.

Fino a nuovo ordine tutte le celebrazioni saranno spostate nella cappella di Santa Maria degli Angeli per consentire comunque ai fedeli di partecipare alle messe e ai riti che caratterizzano l’attività della fraternità di Santa Maria. Gli operai della ditta specializzata Luciano Sini, incaricata da Palazzo ducale, cominceranno a lavorare, in lotta contro il tempo, già da stamattina presto per montare i ponteggi che consentiranno di raggiungere i punti in cui sarà ancorata la rete che farà da protezione.

Durante il sopralluogo tecnico, ieri mattina, unità della polizia locale, presente il comandante Gianni Serra, hanno fatto alzare in volo il drone in dotazione al comando di via Carlo Felice per effettuare un rilievo dall’alto nei punti in cui si sospetta che l’acqua possa avere infiltrato le vecchie pareti del santuario. Nel corso della mattinata era stata ventilata anche l’ipotesi di celebrare il rito all’aperto di fronte alla lettiga della Vergine dormiente adagiata all’interno della bussola a pochi metri dal sagrato. Sarebbe stata la prima volta nella storia della Faradda che gremi, fedeli e autorità non fossero riusciti a entrare in chiesa perché, a memoria, non sono documentati casi in cui l’edificio sia stato inagibile in occasione della Faradda.

Resta il fatto che la superficie del santuario, attualmente, è inagibile per un buon quaranta per cento dopo l’intervento dei vigili del fuoco, nei giorni scorsi, avvisati dai frati dei distacchi di porzioni d’intonaco nella cappella di Sant’Antonio e nella volta del cupolone. Ieri il sindaco Nicola Sanna ha presenziato alla verifica fatta dagli uomini della polizia locale e dagli operai per accertare l’origine dei cedimenti. Un ponteggio di metallo è stato montato di fronte alla cappella di Sant’Antonio per consentire ai tecnici di salire e verificare da vicino.

Per la volta del cupolone non è stato possibile perché l’ipotesi iniziale di usare il drone si è rivelata impraticabile. Il cupolone, infatti, è schermato da una lamina di metallo e il segnale del radiocomando non raggiunge il piccolo velivolo. Inoltre, la microcamera è montata sul frontale del dispositivo che per inquadrare i punti interessati dovrebbe impennare in volo. Ieri una squadra di operai, in azione dalle prime ore del mattino, ha sfrondato anche i giganteschi olmi che affiancano la parete laterale di Santa Maria per consentire al drone di “vedere” anche da quella parte. Intanto la questione sarà monitorata da un costituendo tavolo tecnico composto da Comune, Soprintendenza e vigili del fuoco per capire quali dovranno essere le prossime mosse perché è impensabile che questa soluzione, che salva la cerimonia del Voto, possa essere quella definitiva. L’auspicio è che, trascorsa la festa dei Candelieri, la questione venga affrontata definitivamente.

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