Allarme cani randagi
Platamona, branco di meticci ha aggredito un jack russell
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PORTO TORRES. C’è un allarme cani randagi a Platamona? La domanda sembra forzata, ma è lecito chiederselo dopo che nel giro di un mese i due cani di una coppia di giovani portotorresi sono stati aggrediti da tre meticci, sempre gli stessi, che più volte sono stati avvistati nei pressi dei parcheggi e delle spiagge del litorale.
Il primo episodio è accaduto un mese fa, nel primo posteggio davanti al bar, quando il jack russell terrier del ragazzo è stato aggredito dai tre randagi.
Il cane è però robusto e agguerrito e ha risposto all’attacco, riportando soltanto una piccola ferita da morso ad un orecchio mentre il padrone, che aveva provato ad intervenire, è stato addentato alla scarpa, la cui suola è stata bucata.
A distanza di un mese, il secondo episodio e stavolta il rischio è stato molto maggiore: appena sceso dall’auto, al guinzaglio della padrona, un minuscolo pincher nano di un paio di chili è stato assalito dal minibranco riportando un profondo squarcio sul collo. La padrona è riuscita a salvarlo prendendolo in braccio ma venendo attaccata anche lei, riuscendo fortunatamente a fuggire. Il piccolo pincher, curato dal veterinario, ha riportato una ferita suturata con trenta punti.
«Ho notizia di altri attacchi - dice il giovane che preferisce rimanere anonimo -, non ho nulla contro quei cani che hanno risposto al loro istinto e spero non li portino in canile, ma certamente chi da loro da mangiare deve anche custodirli, perché in questo modo c’è il rischio che accade qualcosa di grave non solo ai cani accompagnati ma anche ai padroni».
Per evitare altri attacchi, è meglio intervenire il prima possibile e lasciare sgombro di rifiuti, specie avanzi di pasto, l'intero litorale.
Emanuele Fancellu
Il primo episodio è accaduto un mese fa, nel primo posteggio davanti al bar, quando il jack russell terrier del ragazzo è stato aggredito dai tre randagi.
Il cane è però robusto e agguerrito e ha risposto all’attacco, riportando soltanto una piccola ferita da morso ad un orecchio mentre il padrone, che aveva provato ad intervenire, è stato addentato alla scarpa, la cui suola è stata bucata.
A distanza di un mese, il secondo episodio e stavolta il rischio è stato molto maggiore: appena sceso dall’auto, al guinzaglio della padrona, un minuscolo pincher nano di un paio di chili è stato assalito dal minibranco riportando un profondo squarcio sul collo. La padrona è riuscita a salvarlo prendendolo in braccio ma venendo attaccata anche lei, riuscendo fortunatamente a fuggire. Il piccolo pincher, curato dal veterinario, ha riportato una ferita suturata con trenta punti.
«Ho notizia di altri attacchi - dice il giovane che preferisce rimanere anonimo -, non ho nulla contro quei cani che hanno risposto al loro istinto e spero non li portino in canile, ma certamente chi da loro da mangiare deve anche custodirli, perché in questo modo c’è il rischio che accade qualcosa di grave non solo ai cani accompagnati ma anche ai padroni».
Per evitare altri attacchi, è meglio intervenire il prima possibile e lasciare sgombro di rifiuti, specie avanzi di pasto, l'intero litorale.
Emanuele Fancellu
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