Ittiri, la vita “romanzo” di Cosimo Tavera
È scomparso a 90 anni l’imprenditore che fece conoscere la Sardegna in tutta l’America Latina
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ITTIRI. È morto nei giorni scorsi, all’età di 90 anni, a Buenos Aires, Cosimo Tavera, esempio di imprenditorialità e di coraggio. La notizia della sua dipartita ha colpito profondamente la comunità ittirese che lo ricorda con affetto in quanto Tavera non ha mai perso i contatti con la sua città natale, da quando, circa settant’anni fa, partì per il Sud America in cerca di fortuna.
La sua ultima visita a Ittiri risale al 2009. In quell’occasione il Lions Club di Ittiri lo insignì del titolo di “Ittirese dell’Anno”, onorificenza che viene assegnata a un cittadino di Ittiri che ha fatto conoscere il suo paese nel mondo. Riconoscimento ampiamente meritato in quanto Cosimo Tavera sin dal suo arrivo in Argentina ha cercato di trovare modi e sistemi che potessero aggregare gli emigrati sardi. In quest’ottica fondò le Acli e, successivamente, creò la Federazione dei Circoli Sardi della quale è stato, per anni presidente. Carica che oggi ricopre la figlia Margarita.
Tavera, che inizialmente faceva l’imprenditore edile fondò, in seguito, un’azienda di insaccati, ancora oggi attiva nel mercato argentino. Nel maggio del 2005 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì il titolo onorifico di Cavaliere. L’anno successivo il consiglio comunale di Ittiri ha voluto, nel corso di una riunione straordinaria, ringraziare Cosimo Tavera per aver tenuto alto il nome di Ittiri nel Mondo. L’attuale primo cittadino di Ittiri, Antonio Sau, nel rammaricarsi per la perdita di una delle personalità più importanti di Ittiri lo addita come esempio per i giovani. « Ritengo - afferma Sau - che la vicenda umana di Cosimo Tavera sia di stretta attualità. La sua vita ci insegna che non bisogna rassegnarsi, ma nei momenti difficili occorre lottare per superare le difficoltà. Tavera dimostra che niente può fermare chi vuole raggiungere un obiettivo con tutte le sue forze».
Nel settembre del 2009 Cosimo Tavera fu insignito dell’onorificenza di “Ittirese dell’Anno”, che gli fu consegnata dall’allora presidente del Lions Club di Ittiri Pietrina Putzolu. Lui fu molto onorato di questo riconoscimento e il legame con la sua terra d’origine da allora in poi, se possibile, si fece ancora più stretto.
Vincenzo Masia
La sua ultima visita a Ittiri risale al 2009. In quell’occasione il Lions Club di Ittiri lo insignì del titolo di “Ittirese dell’Anno”, onorificenza che viene assegnata a un cittadino di Ittiri che ha fatto conoscere il suo paese nel mondo. Riconoscimento ampiamente meritato in quanto Cosimo Tavera sin dal suo arrivo in Argentina ha cercato di trovare modi e sistemi che potessero aggregare gli emigrati sardi. In quest’ottica fondò le Acli e, successivamente, creò la Federazione dei Circoli Sardi della quale è stato, per anni presidente. Carica che oggi ricopre la figlia Margarita.
Tavera, che inizialmente faceva l’imprenditore edile fondò, in seguito, un’azienda di insaccati, ancora oggi attiva nel mercato argentino. Nel maggio del 2005 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì il titolo onorifico di Cavaliere. L’anno successivo il consiglio comunale di Ittiri ha voluto, nel corso di una riunione straordinaria, ringraziare Cosimo Tavera per aver tenuto alto il nome di Ittiri nel Mondo. L’attuale primo cittadino di Ittiri, Antonio Sau, nel rammaricarsi per la perdita di una delle personalità più importanti di Ittiri lo addita come esempio per i giovani. « Ritengo - afferma Sau - che la vicenda umana di Cosimo Tavera sia di stretta attualità. La sua vita ci insegna che non bisogna rassegnarsi, ma nei momenti difficili occorre lottare per superare le difficoltà. Tavera dimostra che niente può fermare chi vuole raggiungere un obiettivo con tutte le sue forze».
Nel settembre del 2009 Cosimo Tavera fu insignito dell’onorificenza di “Ittirese dell’Anno”, che gli fu consegnata dall’allora presidente del Lions Club di Ittiri Pietrina Putzolu. Lui fu molto onorato di questo riconoscimento e il legame con la sua terra d’origine da allora in poi, se possibile, si fece ancora più stretto.
Vincenzo Masia
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