il gusto della festa
Tradizioni “contaminate” quattro consigli gourmet
di Giovanni Fancello
SASSARI. I Candelieri, Festha Manna, patrimonio dell’Unesco. Una festa che abbraccia tutta la vita di una città. Una festa identitaria. Una festa che coinvolge la politica e l’amministrazione...
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SASSARI. I Candelieri, Festha Manna, patrimonio dell’Unesco. Una festa che abbraccia tutta la vita di una città. Una festa identitaria. Una festa che coinvolge la politica e l’amministrazione cittadina. Una festa religiosa, un ringraziamento. Una festa di popolo talmente partecipata che una fiumana di gente accompagna, con riti e canti, la discesa giù per il Corso dei ceri. Ma è festa anche di cibo che caratterizza e diventa tradizione identitaria. Una identità che suggella un legame con il territorio, con i suoi prodotti, con le ricette, e inevitabilmente lo connotano.
Le ricette, però, si evolvono, si contaminano e si arricchiscono, di prodotti, di sapori e di tecniche varie di cottura. Il confronto con altre culture culinarie, ha sempre creato paura, fatto sorgere il desiderio di rimanere ancorati alle proprie radici. Lo scambio culturale, invece, anche grazie alla cucina, non è mai da intendere come pericolo per la propria identità, perché non esiste identità senza alterità. La conoscenza dell’altro e il confronto con esso, attraverso gli elementi peculiari delle rispettive culture, sono motivo di rafforzamento dell’identità stessa. Quando si parla di cibo, lo si pensa immutabile, solido, tenacemente ancorato alla storia e al tessuto sociale, tanto che si è portati ad identificarlo in una o più pietanze, o prodotti. L'identità è un elemento in costante evoluzione, perché strettamente collegato all'uomo e al tempo in cui esso vive. Sono perciò i giovani i più sensibili ai cambiamenti e alla percezione del futuro, e ai giovani cuochi che lavorano nella città di Sassari, ho chiesto di darci un menù ideale per la Festha Manna che i sassaresi si prestano a celebrare e a consumare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ricette, però, si evolvono, si contaminano e si arricchiscono, di prodotti, di sapori e di tecniche varie di cottura. Il confronto con altre culture culinarie, ha sempre creato paura, fatto sorgere il desiderio di rimanere ancorati alle proprie radici. Lo scambio culturale, invece, anche grazie alla cucina, non è mai da intendere come pericolo per la propria identità, perché non esiste identità senza alterità. La conoscenza dell’altro e il confronto con esso, attraverso gli elementi peculiari delle rispettive culture, sono motivo di rafforzamento dell’identità stessa. Quando si parla di cibo, lo si pensa immutabile, solido, tenacemente ancorato alla storia e al tessuto sociale, tanto che si è portati ad identificarlo in una o più pietanze, o prodotti. L'identità è un elemento in costante evoluzione, perché strettamente collegato all'uomo e al tempo in cui esso vive. Sono perciò i giovani i più sensibili ai cambiamenti e alla percezione del futuro, e ai giovani cuochi che lavorano nella città di Sassari, ho chiesto di darci un menù ideale per la Festha Manna che i sassaresi si prestano a celebrare e a consumare.
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