Capi scout a lezione di vita nell’isola-parco
PORTO TORRES. Si è concluso nel Parco dell’Asinara il campo di formazione associativa di diciotto capi scout Agesci provenienti da tutta Italia. Il raduno sull’isola-parco è stato organizzato per...
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PORTO TORRES. Si è concluso nel Parco dell’Asinara il campo di formazione associativa di diciotto capi scout Agesci provenienti da tutta Italia. Il raduno sull’isola-parco è stato organizzato per imparare ad affrontare i bisogni educativi di oggi: sono infatti affidati a loro ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 20 anni che i capi contribuiscono a formare come buoni cittadini e, secondo le regole dello scoutismo, educano a diventare buoni cristiani. Il territorio aspro e selvaggio che caratterizza l’isola-parco ha dato agli ospiti «la possibilità di ritrovare l’essenzialità delle cose – spiegano – , meditando sui valori profondi che animano lo scoutismo cattolico al servizio del prossimo, la vita di fede e l’appartenenza alla Chiesa».
« È stato così possibile – raccontano al termine della esperienza – osservare profondamente la flora e la fauna, scoprire che tra le vie di Cala D’Oliva le bisce strisciano indisturbate o che un asino sosta in tutta tranquillità di fronte al bar del borgo senza curarsi dei turisti e della loro frenesia». «Osservare la natura con occhio nuovo per riscoprire tutto lo stupore – dicono i capi scout - e scoprire quanto essa, se accolta nel modo giusto, sappia comunicarci la dimensione dell’infinito e del disegno divino: una tecnica, quella dello scouting, che se applicata alla vita di ogni giorno può indicarci una nuova modalità per interpretare con profondità le cose e le persone che ci circondano». (g.m.)
« È stato così possibile – raccontano al termine della esperienza – osservare profondamente la flora e la fauna, scoprire che tra le vie di Cala D’Oliva le bisce strisciano indisturbate o che un asino sosta in tutta tranquillità di fronte al bar del borgo senza curarsi dei turisti e della loro frenesia». «Osservare la natura con occhio nuovo per riscoprire tutto lo stupore – dicono i capi scout - e scoprire quanto essa, se accolta nel modo giusto, sappia comunicarci la dimensione dell’infinito e del disegno divino: una tecnica, quella dello scouting, che se applicata alla vita di ogni giorno può indicarci una nuova modalità per interpretare con profondità le cose e le persone che ci circondano». (g.m.)
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