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Sassari

A Li Punti arrivano gli orti urbani destinati alle famiglie bisognose

A Li Punti arrivano gli orti urbani destinati alle famiglie bisognose

Sono 18 appezzamenti di circa 60 metri quadrati destinati alla coltivazione di ortaggi e frutta Saranno dati in concessione per tre anni e destinati alla produzione ma solo per uso personale 

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SASSARI. Nasce a Li Punti la prima area destinata agli orti urbani per le famiglie. Situata in via Cosseddu è realizzata un terreno recintato costituito da 18 appezzamenti, di circa 60 metri quadri ciascuno, che saranno consegnati privi di erbacce, dotati di approvvigionamento idrico e di casetta per il ricovero degli attrezzi.

Il progetto degli orti urbani è stato realizzato dal settore Ambiente e verde pubblico mentre il relativo bando per la concessione degli appezzamenti, pubblicato in questi giorni sul sito web del Comune, è stato curato dal settore Valorizzazione del patrimonio e contratti.

Un’inziativa di solito rivolta ai pensionati, che il Comune ha deciso di allargare alle famiglie. «Un’occasione – ha ricordato il sindaco Sanna – per realizzare una città “attiva” con più spazi dedicati alla socialità».

Unici requisiti per la presentazione della domanda (i documenti sono disponibili nel sito del Comune, ma si possono ritirare anche al Settore Valorizzazione del Patrimonio e Contratti – Servizio Patrimonio in via Coppino 20, 4° piano, e la scadenza è il 2 ottobre entro le 12) sono la residenza nel Comune di Sassari, la maggiore età e il non avere la proprietà, il possesso o la disponibilità di altri “appezzamenti di terreno coltivabile” nel territorio comunale e non essere imprenditore agricolo titolare di partita Iva. Bisogna poi garantire di essere in grado di provvedere direttamente, anche con l’aiuto di un componente del proprio nucleo familiare, alla coltivazione dell'orto assegnato.

Un progetto di valenza sociale, ma anche di autosostentamento alimentare: i prodotti ottenuti potranno infatti essere utilizzati per il proprio fabbisogno familiare e non sarà possibile la commercializzazione.

L'assegnazione degli orti è effettuata in base all'esito di una graduatoria che terrà conto sia del reddito Isee che del numero dei componenti del nucleo familiare.

L'assegnazione dell'orto urbano avrà una durata complessiva di tre anni, prorogabile una sola volta.

Stringenti le regole da rispettare, tra queste il tipo di coltivazione, che dovrà essere limitata a ortaggi, fiori, piccoli arbusti fruttiferi (sono vietate le fave), il divieto di avvalersi di manodopera retribuita, l’obbligo di coltivare l’orto assegnato con continuità durante tutto l'anno e di mantenerlo in stato decoroso.

Grande attenzione anche all’ambiente. Il Comune chiede infatti di adottare preferibilmente i metodi di coltivazione biologica e di osservare il divieto di utilizzare prodotti fitosanitari, coadiuvanti e fertilizzanti chimici di sintesi che possano arrecare danno all'ambiente, realizzare le legature con rafia o prodotti naturali, escludendo materiali diversi metallici o plasticie chiaramente di rispettare la differenziazione dei rifiuti e smaltire i residui di sfalcio e di potatura attraverso processi di compostaggio.

Modesto il contributo spese richiesto agli assengatari: 60 euro all’anno.

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