Fermi inagibile, famiglie contro il trasferimento
di Barbara Mastino
La direzione convoca una riunione per discutere dello smistamento degli alunni L’idea è di unire la primaria alle medie di via Kennedy e spostare i piccoli a Gescal
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OZIERI. Protesta in atto nell’istituto comprensivo 2 di Ozieri per la decisione dell’amministrazione comunale di trasferire in un intero piano della scuola di via Kennedy alcune classi dell’istituto superiore Fermi, il cui edificio come si ricorderà è stato dichiarato inagibile alla fine di luglio per la scoperta di una vena d’acqua sotterranea.
Genitori e dirigenza del comprensivo 2 non approvano la decisione perché sono preoccupati della promiscuità tra studenti adolescenti e bambini della scuola primaria ma anche perché l’utilizzo di un piano per la scuola superiore provocherà il trasferimento dei bambini della scuola dell’infanzia nell’asilo del quartiere Gescal, da tutt’altra parte della città.
Di questi argomenti si parlerà lunedì 28 agosto in una riunione convocata per le 10 nell’aula magna della sede centrale del comprensivo 2, la scuola media Grazia Deledda a San Gavino. Nell’occasione, si legge nell’avviso inviato alle famiglie, «il dirigente scolastico professor Paolo Carta incontrerà i genitori degli alunni della scuola dell’infanzia Sa Pastia e della scuola primaria di via Kennedy per comunicare le soluzioni adottate dalla giunta comunale in merito all’individuazione di aule, nel plesso del Cantaro, in cui ospitare gli allievi dell’istituto tecnico Fermi e discutere delle problematiche organizzative».
L’invito a partecipare alla riunione è stato esteso all’amministrazione comunale, «che potrà fornire risposte in merito alle scelte effettuate». E così avverrà, come riferisce il sindaco Marco Murgia, che si dice «pronto a rispondere a tutti i dubbi delle famiglie e a spiegare i motivi di una decisione sicuramente non presa a cuor leggero ma al momento inevitabile». «Il problema della promiscuità - anticipa il sindaco - non si porrà, perché gli studenti entreranno a scuola da ingressi diversi e saranno allocati in piani diversi. Per quanto riguarda il disagio maggiore, cioè quello a carico dei genitori dei bimbi della scuola dell’infanzia, in particolare di quelli abituati ad accompagnare a scuola a piedi i loro bambini, stiamo già studiando un servizio di trasporto».
«La sicurezza degli studenti, anche se non sono nostri figli, e dei lavoratori della scuola - dice Murgia - deve essere la sola priorità. I disagi ci saranno, certo, ma in un momento di emergenza come questo è necessaria la collaborazione di tutta la cittadinanza». Un’emergenza che oltretutto durerà parecchio, si teme, perché i danni strutturali causati dalla vena d’acqua all’edificio del Segni sono ingenti. La situazione, riferisce ancora il sindaco Murgia, è sotto continui controllo da parte dei tecnici della Provincia, ma la situazione dovrà essere monitorata per lungo tempo al fine di verificare le “reazioni” della vena d’acqua con il trascorrere delle stagioni e poter programmare interventi risolutivi per salvare l’istituto Fermi. Non sarà un lavoro facile né veloce, quindi, «ma terremo alta la pressione sulla Provincia affinché risolva il problema e restituisca a Ozieri uno dei luoghi simbolo della sua storia di centro educativo», assicura il sindaco.
Genitori e dirigenza del comprensivo 2 non approvano la decisione perché sono preoccupati della promiscuità tra studenti adolescenti e bambini della scuola primaria ma anche perché l’utilizzo di un piano per la scuola superiore provocherà il trasferimento dei bambini della scuola dell’infanzia nell’asilo del quartiere Gescal, da tutt’altra parte della città.
Di questi argomenti si parlerà lunedì 28 agosto in una riunione convocata per le 10 nell’aula magna della sede centrale del comprensivo 2, la scuola media Grazia Deledda a San Gavino. Nell’occasione, si legge nell’avviso inviato alle famiglie, «il dirigente scolastico professor Paolo Carta incontrerà i genitori degli alunni della scuola dell’infanzia Sa Pastia e della scuola primaria di via Kennedy per comunicare le soluzioni adottate dalla giunta comunale in merito all’individuazione di aule, nel plesso del Cantaro, in cui ospitare gli allievi dell’istituto tecnico Fermi e discutere delle problematiche organizzative».
L’invito a partecipare alla riunione è stato esteso all’amministrazione comunale, «che potrà fornire risposte in merito alle scelte effettuate». E così avverrà, come riferisce il sindaco Marco Murgia, che si dice «pronto a rispondere a tutti i dubbi delle famiglie e a spiegare i motivi di una decisione sicuramente non presa a cuor leggero ma al momento inevitabile». «Il problema della promiscuità - anticipa il sindaco - non si porrà, perché gli studenti entreranno a scuola da ingressi diversi e saranno allocati in piani diversi. Per quanto riguarda il disagio maggiore, cioè quello a carico dei genitori dei bimbi della scuola dell’infanzia, in particolare di quelli abituati ad accompagnare a scuola a piedi i loro bambini, stiamo già studiando un servizio di trasporto».
«La sicurezza degli studenti, anche se non sono nostri figli, e dei lavoratori della scuola - dice Murgia - deve essere la sola priorità. I disagi ci saranno, certo, ma in un momento di emergenza come questo è necessaria la collaborazione di tutta la cittadinanza». Un’emergenza che oltretutto durerà parecchio, si teme, perché i danni strutturali causati dalla vena d’acqua all’edificio del Segni sono ingenti. La situazione, riferisce ancora il sindaco Murgia, è sotto continui controllo da parte dei tecnici della Provincia, ma la situazione dovrà essere monitorata per lungo tempo al fine di verificare le “reazioni” della vena d’acqua con il trascorrere delle stagioni e poter programmare interventi risolutivi per salvare l’istituto Fermi. Non sarà un lavoro facile né veloce, quindi, «ma terremo alta la pressione sulla Provincia affinché risolva il problema e restituisca a Ozieri uno dei luoghi simbolo della sua storia di centro educativo», assicura il sindaco.
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