Attentato con il gas oggi il Gip sentirà Ledda
di Gavino Masia
Il disoccupato sarà interrogato in carcere per la convalida dell’arresto L’assessora ai Servizi sociali: «Famiglia sempre seguita e aiutata in tutti i modi»
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PORTO TORRES. Francesco Ledda, il disoccupato che lunedì notte voleva fare scoppiare una bombola davanti al palazzo comunale, verrà interrogato questa mattina dal Giudice delle indagini preliminari nel carcere di Bancali. All’uomo è stato contestato il reato di strage e oggi - difeso dall’avvocato Maria Teresa Pintus - nell’udienza di convalida dell’arresto dovrà spiegare le motivazioni che l’hanno spinto a tentare di compiere l’assurdo gesto che poteva avere conseguenze gravi.
É stato confermato, intanto, che all’arrivo dei carabinieri Ledda era determinato a voler accendere la bombola e che lo hanno dovuto bloccare in maniera energica prima che avvicinasse la fiamma al flusso del gas. La storia di Francesco Ledda e quella della sua famiglia è ben conosciuta ai Servizi sociali e a quanto pare il nucleo familiare è costantemente seguito, monitorato e aiutato attraverso tutti gli strumenti previsti. «La situazione è delicata – dice l’assessora alle Politiche sociali Rosella Nuvoli – ma dico con certezza che tutta la famiglia ha ricevuto aiuti congrui e tempestivi: nello specifico è stato fornito in data 5 luglio un voucher elettronico per 2 mesi, commisurato ai componenti del nucleo familiare e sono state erogate le 4 mensilità spettanti alla famiglia in quanto uno dei membri è beneficiario dei sussidi previsti dalle leggi di settore». Altro capitolo è invece quello relativo allo sfratto, dove l’assistente sociale si era impegnata a trovare una soluzione insieme alla famiglia. «Era stato stabilito il trasferimento nell’abitazione di un altro congiunto – aggiunge l’assessora – e a quest'ultimo era stato assegnato a sua volta, in data 17 luglio, un altro voucher elettronico: oltre a queste azioni, la struttura comunale aveva sollecitato il nucleo e fornito assistenza affinché presentasse istanza di partecipazione al bando Reis, di cui la famiglia beneficerà a breve in quanto risulta in graduatoria. Evidenzio anche la richiesta di un assistente educativo domiciliare per sostenere ulteriormente il nucleo familiare». Secondo l’assessora Nuvoli la famiglia non è mai stata lasciata sola dal Comune e non sarà lasciata sola in questo momento in cui «il gesto sconsiderato del capofamiglia, comporterà purtroppo altre problematiche a livello familiare. È molto difficile fare fronte a situazioni di indigenza ma non ci si deve mai dimenticare di avere delle responsabilità nei confronti dei propri figli, tra cui quella essenziale di essere un punto di riferimento e modello».
É stato confermato, intanto, che all’arrivo dei carabinieri Ledda era determinato a voler accendere la bombola e che lo hanno dovuto bloccare in maniera energica prima che avvicinasse la fiamma al flusso del gas. La storia di Francesco Ledda e quella della sua famiglia è ben conosciuta ai Servizi sociali e a quanto pare il nucleo familiare è costantemente seguito, monitorato e aiutato attraverso tutti gli strumenti previsti. «La situazione è delicata – dice l’assessora alle Politiche sociali Rosella Nuvoli – ma dico con certezza che tutta la famiglia ha ricevuto aiuti congrui e tempestivi: nello specifico è stato fornito in data 5 luglio un voucher elettronico per 2 mesi, commisurato ai componenti del nucleo familiare e sono state erogate le 4 mensilità spettanti alla famiglia in quanto uno dei membri è beneficiario dei sussidi previsti dalle leggi di settore». Altro capitolo è invece quello relativo allo sfratto, dove l’assistente sociale si era impegnata a trovare una soluzione insieme alla famiglia. «Era stato stabilito il trasferimento nell’abitazione di un altro congiunto – aggiunge l’assessora – e a quest'ultimo era stato assegnato a sua volta, in data 17 luglio, un altro voucher elettronico: oltre a queste azioni, la struttura comunale aveva sollecitato il nucleo e fornito assistenza affinché presentasse istanza di partecipazione al bando Reis, di cui la famiglia beneficerà a breve in quanto risulta in graduatoria. Evidenzio anche la richiesta di un assistente educativo domiciliare per sostenere ulteriormente il nucleo familiare». Secondo l’assessora Nuvoli la famiglia non è mai stata lasciata sola dal Comune e non sarà lasciata sola in questo momento in cui «il gesto sconsiderato del capofamiglia, comporterà purtroppo altre problematiche a livello familiare. È molto difficile fare fronte a situazioni di indigenza ma non ci si deve mai dimenticare di avere delle responsabilità nei confronti dei propri figli, tra cui quella essenziale di essere un punto di riferimento e modello».
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