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Monumento alla Brigata assediato dalle erbacce

Monumento alla Brigata assediato dalle erbacce

SASSARI. Dovrebbe essere uno dei monumenti più importanti della città perché è dedicato non solo ai sassaresi ma a tutti quei sardi si sono sacrificati in una guerra che non capivano e che non era la...

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SASSARI. Dovrebbe essere uno dei monumenti più importanti della città perché è dedicato non solo ai sassaresi ma a tutti quei sardi si sono sacrificati in una guerra che non capivano e che non era la loro. Quello nella pineta di Baddimanna, è il “memoriale” della Brigata, formazione militare nata poco più di un secolo fa e tra le più decorate dell’intero esercito italiano. La città, almeno a parole, è orgogliosa della propria Brigata, ma poi dimentica di tenere viva la memoria di tutti quei sardi (e non) caduti, dispersi, feriti o mutilati sulle montagne della Grande Guerra. Una storia che si ripete. Purtroppo.

Inaugurato nel 1982 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il monumento vide la luce al termine di un lungo iter amministrativo-artistico-burocratico. Nato da un concorso bandito nel 1959 (c’è anche una bozza dell’oranese Costantino Nivola che in quel concorso si classificò al secondo posto), il memoriale fu completato proprio in occasione della visita del presidente Pertini. Ma già un paio di anni dopo, il memoriale era diventato un ritrovo-ricettacolo di ogni tipo di sbandati.

Non solo: i soliti vandali si erano divertiti a spezzare le lapidi, svellere le finestrelle, bersagliare con ogni genere di proiettili le colonne metalliche. Una situazione indecorosa che venne “sanata” proprio grazie ai militari della rinata Brigata Sassari.

Situazione che si è ripetuta negli ultimi anni e anche adesso, pur non raggiungendo il degrado degli anni ’80 e ’90, il monumento patisce le scarse attenzione dell’amministrazione comunale o degli enti che ne lo dovrebbero curare. Eppure basterebbe un minimo di manutenzione per restituire un minimo di decoro al memoriale e all’area che lo circonda. Monumento che adesso è assediato dalla erbacce e dove ha trovato casa anche un docile randagio.

Indubbiamente la cura del monumento ai caduti della Brigata Sassari non è una delle priorità, visti i problemi della città. Ma non è neppure logico che una struttura dal profondo significato storico, culturale e - diciamolo - identitario come quella di Baddimanna finisca ciclicamente nel dimenticatoio.

Un monumento dedicato a quasi 4000 fra morti e dispersi e oltre 9000 fra feriti e mutilati, un tributo che l’intera Sardegna aveva pagato per una guerra che nessuno capiva e che in molti subirono.

Un orgoglio che la città riscopre solo in occasione della sfilata del 2 giugno o del IV Novembre, quando il monumento di Baddimanna è il cuore delle celebrazioni per l’Unità d’Italia (una volta festa della Vittoria). Un orgoglio che, chi ne ha la responsabilità, dovrebbe sentire e dimostrare forse un po’ più spesso. (p.s.)

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