alghero
Pericolo incendi al PalaCongressi
di Gianni Olandi
La Regione non applica la propria ordinanza sul taglio delle erbacce
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ALGHERO. L’estate torrida avrebbe suggerito un intervento di pulizia radicale dalle erbacce, facile esca del fuoco, spontaneo o doloso, nel vasto spazio che circonda il Palazzo dei Congressi di Maria Pia. Un intervento estremamente utile sul piano preventivo che però è stato completamente disatteso in barba alle ordinanze antincendio regionali e comunale che prevedono per i proprietari delle aree incolte azioni mirate per la pulizia e bonifica dei terreni.
Il caso vuole che l’area della quale si parla è di competenza della Regione.
Attualmente il vasto spazio è completamente invaso da vegetazione spontanea che il caldo torrido di questa estate ha trasformato in arbusti secchi facilmente infiammabili.
Anche questa condizione fa avvertire in modo palese il completo disinteresse del potere pubblico rispetto a un impianto, si parla anche del Palazzo dei Congressi, realizzato a spese dei contribuenti per un volume complessivo di costi che va ben oltre i 25 milioni di euro.
L’unica funzione che oggi svolge l’imponente struttura, realizzata tra l’altro in una delle zone di maggior pregio ambientale, compresa tra il mare e la laguna del Calich, è quella di rappresentare un autentico monumento all’incapacità gestionale pubblica.
Tornando alla foresta degli arbusti nelle aree esterne va ricordato che quel vasto spazio ha rappresentato in passato una eccellente opportunità per l’organizzazione di grandi manifestazioni.
L’area è dotata di una sorta di anfiteatro particolarmente indicato per accogliere eventi i ogni genere, concerti in particolare, e che pur essendo di proprietà pubblica è stata completamente trascurata. Eppure, anche per la consistente dotazione di parcheggi, quello spazio avrebbe potuto rappresentare una alternativa agli eventi svolti in città e consentire un alleggerimento della pressione che durante la stagione estiva si riversa inevitabilmente nel centro urbano e soprattutto nel tratto compreso tra la città murata e il lungomare del porto.
Sempre quell’area è dotata di alcuni impianti sportivi, tennis, calcetto, pallavolo, e di locali di supporto destinati a servizi, in grado di svolgere una adeguata attività sociale fornendo contestualmente un servizio per i cittadini e aumentando l’offerta strutturale per il tempo libero.
Opportunità completamente trascurata, in linea con la condizione di abbandono complessiva che si registra in quella vasta area di Mara Pia. Ma in questo momento desta preoccupazione il fatto che l’intero spazio intorno al centro congressi, proprio per la consistente presenza di vegetazione spontanea secca, costituisce un elemento di potenziale pericolo di incendio.
Nel caso specifico tale potenzialità è aggravata dal fatto che a determinarla sia un ente pubblico come la Regione, proprietario appunto dell’area, che ogni estate emana severe ordinanze antincendio indirizzate proprio ai proprietari del terreni.
Il caso vuole che l’area della quale si parla è di competenza della Regione.
Attualmente il vasto spazio è completamente invaso da vegetazione spontanea che il caldo torrido di questa estate ha trasformato in arbusti secchi facilmente infiammabili.
Anche questa condizione fa avvertire in modo palese il completo disinteresse del potere pubblico rispetto a un impianto, si parla anche del Palazzo dei Congressi, realizzato a spese dei contribuenti per un volume complessivo di costi che va ben oltre i 25 milioni di euro.
L’unica funzione che oggi svolge l’imponente struttura, realizzata tra l’altro in una delle zone di maggior pregio ambientale, compresa tra il mare e la laguna del Calich, è quella di rappresentare un autentico monumento all’incapacità gestionale pubblica.
Tornando alla foresta degli arbusti nelle aree esterne va ricordato che quel vasto spazio ha rappresentato in passato una eccellente opportunità per l’organizzazione di grandi manifestazioni.
L’area è dotata di una sorta di anfiteatro particolarmente indicato per accogliere eventi i ogni genere, concerti in particolare, e che pur essendo di proprietà pubblica è stata completamente trascurata. Eppure, anche per la consistente dotazione di parcheggi, quello spazio avrebbe potuto rappresentare una alternativa agli eventi svolti in città e consentire un alleggerimento della pressione che durante la stagione estiva si riversa inevitabilmente nel centro urbano e soprattutto nel tratto compreso tra la città murata e il lungomare del porto.
Sempre quell’area è dotata di alcuni impianti sportivi, tennis, calcetto, pallavolo, e di locali di supporto destinati a servizi, in grado di svolgere una adeguata attività sociale fornendo contestualmente un servizio per i cittadini e aumentando l’offerta strutturale per il tempo libero.
Opportunità completamente trascurata, in linea con la condizione di abbandono complessiva che si registra in quella vasta area di Mara Pia. Ma in questo momento desta preoccupazione il fatto che l’intero spazio intorno al centro congressi, proprio per la consistente presenza di vegetazione spontanea secca, costituisce un elemento di potenziale pericolo di incendio.
Nel caso specifico tale potenzialità è aggravata dal fatto che a determinarla sia un ente pubblico come la Regione, proprietario appunto dell’area, che ogni estate emana severe ordinanze antincendio indirizzate proprio ai proprietari del terreni.
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